L’OMS ha dichiarato una “emergenza sanitaria internazionale” per il focolaio di ebola in Repubblica Democratica del Congo

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha dichiarato una “emergenza sanitaria internazionale” per il focolaio di ebola che si è sviluppato in Repubblica Democratica del Congo, nell’Africa centrale, con casi registrati anche in Uganda. L’OMS dice che al momento non c’è un’emergenza pandemica ma che i paesi confinanti con la Repubblica Democratica del Congo sono ad alto rischio di una ulteriore diffusione del virus. Li ha invitati ad attivare i loro piani di emergenza e i controlli sanitari alle frontiere.
Nella Repubblica Democratica del Congo i casi sospetti sono 246 e le morti 80 (in 8 casi è stato confermato da analisi di laboratorio che la causa è l’ebola). L’OMS ritiene che il focolaio possa essere molto più ampio di quanto attualmente riscontrato.
Il virus ebola si trasmette attraverso il contatto con i fluidi corporei e provoca febbri emorragiche per le quali non c’è una cura, che molto spesso sono letali. Tra il 2018 e il 2020 nella Repubblica Democratica del Congo si sviluppò un’epidemia di ebola che uccise oltre 2mila persone. Il focolaio più recente nel paese era stato identificato a settembre del 2025. Quello attuale è localizzato nella provincia di Ituri, al confine con l’Uganda e il Sudan del Sud. È causato dal ceppo Bundibugyo del virus, che al momento non ha vaccini né trattamenti specifici e un indice di letalità molto alto.


