Nelle Filippine la Camera ha votato di nuovo a favore dell’impeachment per la vicepresidente Sara Duterte

(AP Photo/Joeal Calupitan)
(AP Photo/Joeal Calupitan)

La Camera del parlamento delle Filippine ha votato a favore dell’impeachment della vicepresidente Sara Duterte, cioè della rimozione dal suo incarico, con 255 voti favorevoli su 318 membri. La richiesta di impeachment deve essere approvata anche dal Senato: se succederà, Duterte verrà rimossa dal suo incarico e interdetta a vita dal ruolo di vicepresidente e in generale da ruoli istituzionali di governo, come previsto dalla Costituzione filippina. È rilevante soprattutto perché Duterte ha annunciato di volersi candidare alla presidenza del paese, alle elezioni in programma nel 2028.

La Camera delle Filippine aveva già votato per l’impeachment di Duterte nel 2025, ma la Corte suprema aveva annullato la decisione prima del voto in Senato.

La Costituzione delle Filippine prevede l’impeachment in caso di violazione colposa della Costituzione, tradimento, corruzione, frode, altri crimini gravi o tradimento della fiducia pubblica. In questo caso, Duterte è accusata di aver usato in modo improprio oltre 612 milioni di pesos (poco più di 10 milioni di euro) di fondi pubblici tra i 2022 e il 2023, e anche di aver rivolto minacce al presidente con cui è stata eletta, Ferdinand Marcos Jr. I rapporti tra i due sono molto peggiorati dal 2022, quando vinsero le elezioni: a novembre del 2025, in una conferenza stampa, Duterte è arrivata a dire di aver incaricato un assassino di uccidere Marcos, sua moglie e il presidente della Camera Martin Romualdez (cugino di Marcos) in caso lei fosse stata uccisa.

Duterte e Marcos sono figli di due influenti ex leader politici delle Filippine: Duterte, che ha 47 anni, è figlia dell’ex presidente Rodrigo Duterte, che la Corte penale internazionale (ICC) ha accusato di crimini contro l’umanità, per la dura repressione legata alle sue politiche sul contrasto al commercio e all’uso di droghe illegali nel paese. Marcos, che ha 68 anni, è il figlio dell’ex dittatore Ferdinand Marcos, che tra gli anni Sessanta e Ottanta impose nel paese un duro regime in cui decine di migliaia di oppositori politici furono torturati o uccisi. Marcos Jr. ha in varie occasioni cercato di riabilitare gli anni di regime di suo padre, edulcorandoli e presentandoli come una specie di “età dell’oro” delle Filippine.

Sempre lunedì l’ICC ha detto di aver emesso un mandato d’arresto per il senatore filippino Ronald dela Rosa, accusandolo sempre di crimini contro l’umanità per il suo ruolo di responsabile delle discusse operazioni di polizia durante il governo di Rodrigo Duterte, in cui furono uccise almeno 6mila persone sospettate di spaccio o tossicodipendenza.