Gli ultimi due attivisti della Global Sumud Flotilla sono stati liberati ed espulsi da Israele

L'attivista brasiliano Thiago Ávila al tribunale di Ashkelon, Israele, 3 maggio 2026 (AP/Ohad Zwigenberg)
L'attivista brasiliano Thiago Ávila al tribunale di Ashkelon, Israele, 3 maggio 2026 (AP/Ohad Zwigenberg)

Israele ha liberato ed espulso dal paese Thiago Ávila e Saif Abu Keshek, gli attivisti della Global Sumud Flotilla arrestati il 29 aprile e trasferiti in un carcere israeliano per essere interrogati. Entrambi si trovavano a bordo di barche italiane ed erano in acque internazionali, al largo dell’isola di Creta, quando erano stati bloccati dalla marina israeliana: fanno parte del comitato direttivo della Flotilla.

Il ministero degli Esteri israeliano, che li ha definiti due «provocatori professionisti», ha fatto sapere di averli espulsi dal paese «dopo aver completato le indagini su di loro». La loro detenzione era stata confermata dal tribunale di Ashkelon, in Israele, soltanto fino a domenica.

Abu Keshek, che è spagnolo, è accusato di far parte di un gruppo terroristico, mentre Ávila, che è brasiliano, è accusato di attività illegali: entrambi negano tutte le accuse.

Durante la detenzione entrambi hanno detto di avere subìto maltrattamenti e abusi psicologici. Due avvocate che li avevano incontrati lunedì avevano fatto sapere che entrambi si trovavano detenuti in isolamento e in celle con illuminazione ad alta intensità per 24 ore su 24, una pratica impiegata nel sistema carcerario israeliano per privare i detenuti del sonno e disorientarli.