C’è infine un piano per regolamentare le spiagge di Ostia
Era atteso da anni per via del sovraffollamento di stabilimenti privati, per cui il lungomare era soprannominato “lungomuro”

La giunta del sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha approvato una proposta di piano per regolamentare le spiagge sul litorale di Ostia. È un provvedimento atteso da anni: su quel tratto di costa ci sono moltissimi stabilimenti privati che ostacolano vista e accesso al mare, al punto che quel tratto è stato soprannominato “lungomuro”.
Il piano prevede soprattutto un numero maggiore di spiagge libere e regole più severe per gli stabilimenti privati: per entrare in vigore dovrà essere approvato nelle prossime settimane dall’Assemblea capitolina, il consiglio comunale di Roma.
Il piano interviene su circa 11 chilometri dei 16,8 totali che compongono quel tratto di costa: prevede che almeno il 57 per cento sia pubblico (il limite minimo regionale è del 50 per cento). Significa, concretamente, che le concessioni a disposizione degli stabilimenti privati passeranno da 60, il numero attuale, a 50, e che le spiagge libere passeranno da 9 a 31. Di queste, undici verranno attrezzate con servizi di ristorazione (per cui dovrebbero essere aperti dei bandi).
Uno dei provvedimenti più incisivi riguarda l’accessibilità della spiaggia e la sua visibilità, cioè proprio il motivo per cui il lungomare di Ostia ora è soprannominato “lungomuro”: il piano prevede che ci sia un varco pubblico per accedere al mare ogni 300 metri al massimo, e che ognuno di questi sia largo almeno tre metri, per un totale di oltre 30 varchi. Ci sono indicazioni anche sull’altezza di palizzate e attrezzature degli stabilimenti privati: l’altezza massima dovrà essere di un metro e dieci centimetri, e le separazioni tra uno stabilimento e l’altro dovranno essere ancora più basse, non oltre 90 centimetri, e realizzate con strutture leggere come ad esempio pali di legno.
Le regole per gli stabilimenti privati riguardano anche il modo in cui devono essere attrezzati: dovranno avere almeno un punto di ristoro, cabine e spogliatoi posizionati in maniera che non ostacolino la vista del mare, bagni e docce con accessibilità per le persone con disabilità, e ogni struttura dovrà avere anche servizi di pronto soccorso e dispositivi per il risparmio idrico, energetico e la raccolta differenziata. Il piano prevede anche che garantiscano una copertura WI-FI e alcune zone fumatori, segnalate.
Anche sui materiali da utilizzare per gli stabilimenti ci sono delle regole: il piano privilegia il legno e altri materiali cosiddetti eco-compatibili, cioè che minimizzano l’impatto ambientale, e vieta materiali «permanenti e di forte impatto visivo», come il cemento armato.
Il piano include regole anche sulle attività da fare sulla spiaggia: prevede che tre delle 81 unità che compongono la costa (le UMI, unità minime di intervento, una definizione tecnica per edifici e spazi) vengano destinate ad attività ricreative e sportive e a un’attività di noleggio di imbarcazioni e attrezzature, in tutti questi casi attraverso una concessione. Il piano parla anche di «attività socio-assistenziali» ancora da definire; prevede infine la possibilità per gli stabilimenti di restare aperti anche d’inverno, da ottobre ad aprile, e di organizzare eventi e attività per mantenere la costa frequentata tutto l’anno, occupandosi della manutenzione e pulizia della spiaggia.
Della necessità di regolamentare le spiagge di Ostia si discute da molto: anche il lavoro per arrivare al piano appena approvato dalla giunta è in corso da anni. Una prima proposta fu formulata nel 2022, quando venne sottoposta alla Regione e in particolare alla VAS, la Valutazione Ambientale Strategica: è una procedura che contiene indicazioni per assicurarsi che la pianificazione di diversi settori, come l’energia, i trasporti, la gestione dei rifiuti o l’urbanistica, sia sostenibile dal punto di vista dell’ambiente e del rispetto del patrimonio culturale.
Il piano appena approvato è stato scritto proprio tenendo conto di una serie di indicazioni della Regione, prevalentemente sulla mappatura del litorale e sull’individuazione delle aree in cui alternare spiagge libere e stabilimenti.
Non ci sono informazioni su quanto dovrebbe essere approvato il piano, né su quanto è probabile che passi: dopo l’eventuale approvazione in Assemblea capitolina dovrà essere organizzata una conferenza dei servizi (una riunione di vari enti della pubblica amministrazione coinvolti nella questione, in questo caso Regione, Agenzia del demanio, delle dogane, Capitaneria di porto e Soprintendenza), per poi pubblicare i bandi per le concessioni.
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