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  • Lunedì 4 maggio 2026

Chi ha vinto i premi Pulitzer 2026

Il premio più ambito è andato al Washington Post per una serie di inchieste su come Trump ha riorganizzato le agenzie federali degli Stati Uniti 

(AP Photo/Bebeto Matthews)
(AP Photo/Bebeto Matthews)
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Sono stati assegnati oggi i premi Pulitzer del 2026, gli importanti premi americani famosi soprattutto per il giornalismo ma che riguardano anche musica e letteratura. Il premio Pulitzer fu istituito da Joseph Pulitzer nel 1917 e l’assegnazione dei premi è ora gestita dalla Columbia University di New York. Le categorie premiate sono 22: 15 per il giornalismo e 7 per gli altri ambiti. Il premio più ambìto è andato al Washington Post per una serie di inchieste sull’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump; il New York Times ha vinto tre premi.

Public Service – Giornalismo per il bene pubblico
Al Washington Post per la sua copertura sulla riorganizzazione delle agenzie federali statunitensi da parte dell’amministrazione Trump: in particolare per averne descritto in dettaglio la natura caotica e poco trasparente, e le sue conseguenze sul paese. Gli articoli citati sono in tutto 15, 12 dei quali scritti dalla giornalista Hannah Natanson, da sola o insieme a colleghi e colleghe.

Breaking News Reporting – Giornalismo di breaking news
Alla redazione del Minnesota Star Tribune per la copertura dell’attacco compiuto contro una scuola cattolica di Minneapolis il 27 agosto del 2025, in cui furono uccisi due bambini e ne furono feriti 17: gli articoli citati sono quattro, oltre a un video e a un liveblog realizzati dalla redazione, descritti come «di grande impatto» e «caratterizzati da accuratezza e sensibilità».

Investigative Reporting – Giornalismo investigativo
Alla redazione del New York Times per la copertura approfondita di come Trump ha violato le norme sul conflitti d’interessi e di come ne abbia approfittato per arricchire la propria famiglia e i propri alleati politici. In questo caso gli articoli citati sono sette.

Explanatory Reporting – Giornalismo che spiega le cose
A Susie Neilson, Megan Fan Munce e Sara DiNatale del San Francisco Chronicle per sei articoli e un video in cui hanno raccontato la malagestione delle conseguenze degli incendi in California da parte di una serie di grandi compagnie assicurative californiane, che ha reso impossibile per molti cittadini e cittadine ricostruire le proprie case.

Beat Reporting – Giornalismo specializzato
A Jeff Horwitz e Engen Tham di Reuters per sei articoli su come Meta, la società che possiede i social network Instagram e Facebook, espone i propri utenti, anche minorenni, a truffe e manipolazioni attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Local Reporting – Cronaca locale
Questo premio è stato assegnato a due gruppi di giornalisti e giornaliste. Il primo comprende Dave Altimari e Ginny Monk del Connecticut Mirror e Sophie Chou e Haru Coryne di ProPublica (testata che nel 2024 e 2025 aveva vinto il premio Public Service) per una serie di articoli in cui hanno raccontato come le leggi del Connecticut sulla rimozione forzata dei veicoli hanno favorito una serie di società di rimozione a discapito dei residenti, in particolare di quelli a più basso reddito. Gli articoli sono stati descritti come «di grande impatto» per come hanno portato all’adozione di misure rapide ed efficaci a tutela dei residenti.

Il secondo gruppo premiato è la redazione del Chicago Tribune per una serie di articoli sull’attività dell’ICE in città: l’ICE è la contestata agenzia federale statunitense che si occupa del controllo dell’immigrazione e quello che ha fatto a Chicago è stato descritto come un «assedio».

National Reporting – Cronaca nazionale
Alla redazione di Reuters, in particolare a Ned Parker, Linda So, Peter Eisler e Mike Spector per aver documentato il modo in cui Trump ha sfruttato il proprio ruolo e l’influenza di alcuni suoi sostenitori per allargare i propri poteri esecutivi e vendicarsi di una serie di avversari politici.

International Reporting – Cronaca internazionale
A Dake Kang, Garance Burke, Byron Tau e Aniruddha Ghosal di Associated Press e a Yael Grauer, collaboratrice della testata, per quella che è stata definita «un’impressionante inchiesta globale» su strumenti di sorveglianza di massa all’avanguardia creati nella Silicon Valley, perfezionati in Cina e diffusi in tutto il mondo, per poi essere utilizzati in maniera segreta dalla polizia di frontiera statunitense. La Silicon Valley è l’area attorno alla baia di San Francisco dove sono nate alcune delle maggiori aziende tecnologiche del mondo.

Feature Writing – Storie e approfondimenti
Ad Aaron Parsley del Texas Monthly per il suo racconto personale delle conseguenze delle devastanti alluvioni in Texas, che hanno distrutto la casa in cui Parsley viveva con la sua famiglia e causato la morte di suo nipote.

Criticism – Critica
A Mark Lamster del Dallas Morning News per i suoi approfondimenti sull’architettura di Dallas, in quella che è stata definita una «critica rigorosa e appassionata, che unisce arguzia e competenza per dare forza alle proprie opinioni e difendere gli interessi della cittadinanza».

Opinion Writing – Opinioni
A Masha Gessen del New York Times per una serie di articoli sui regimi autoritari in ascesa, basati su testimonianze dirette.

Illustrated Reporting and Commentary
A Anand RK e Suparna Sharma, che collaborano con Bloomberg, e a Natalie Obiko Pearson, giornalista della testata, per trAPPed, un reportage a fumetti che partendo dalla storia di una neurologa indiana racconta i rischi di sorveglianza e truffa delle tecnologie digitali.

Breaking News Photography – Fotografia di breaking news
A Saher Alghorra, collaboratore del New York Times, per come ha ritratto la devastazione e la fame causate nella Striscia di Gaza dai bombardamenti israeliani.

Feature Photography – Servizi fotografici
A Jahi Chikwendiu del Washington Post per un reportage fotografico «straziante e di struggente bellezza» di una giovane famiglia in cui nasce il primo figlio mentre il padre sta lentamente morendo di cancro.

Audio Reporting – Giornalismo audio
Alla redazione del Pablo Torre Finds Out per il «pionieristico e avvincente» formato di podcast dal vivo in cui ha indagato il modo in cui sembra che la squadra di basket Los Angeles Clippers abbia aggirato le regole sul tetto salariale dell’NBA, il principale campionato di basket negli Stati Uniti, facendo arrivare denaro a un giocatore attraverso una startup del settore ambientale.

I premi non giornalistici e maggiori informazioni su tutti i premi sono disponibili qui.