L’OPEC+ ha deciso di aumentare la produzione di petrolio, per la terza volta da quando è iniziata la guerra in Medio Oriente

L’OPEC+ – che include gli 11 membri dell’OPEC, l’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio, tra cui Arabia Saudita e Kuwait, più altri paesi come la Russia – ha deciso di aumentare leggermente la produzione di petrolio a giugno per cercare di stabilizzare il prezzo del petrolio, che da quando è cominciata la guerra in Medio Oriente è diventato molto volatile ed è aumentato fino a raggiungere i 120 dollari al barile (in genere il prezzo varia tra i 60 e gli 80 dollari al barile). È la terza volta consecutiva che l’organizzazione decide di aumentare la produzione mensile da quando è cominciata la guerra, ed è la prima da quando gli Emirati Arabi Uniti hanno deciso di lasciare l’organizzazione – di cui facevano parte dal 1967 – per poter decidere in modo indipendente quanto petrolio estrarre.
La decisione, che prevede un aumento di 188mila barili di petrolio al giorno, è prevalentemente simbolica, dato che molto del petrolio prodotto non può essere consegnato a causa della chiusura dello stretto di Hormuz, dove prima della guerra passava un quinto di tutto il petrolio prodotto al mondo. È allo stesso tempo un modo dell’OPEC+ per segnalare che il gruppo è pronto ad aumentare le forniture appena la guerra finirà.
L’aumento della produzione riguarda Arabia Saudita, Iraq, Kuwait, Algeria, Kazakistan, Oman e Russia. L’OPEC+ ha in totale 21 membri, incluso l’Iran, ma solo questi sette paesi erano in grado di aumentare la produzione prima dello scoppio della guerra.
– Leggi anche: È la fine dell’OPEC?


