Amsterdam ha vietato le pubblicità di carne e combustibili fossili
Negli spazi pubblici gestiti dal comune non potranno apparire più quelle di fast-food, voli aerei, crociere e automobili

Dal primo maggio negli spazi pubblici comunali di Amsterdam non si possono più esporre pubblicità che promuovano il consumo di carne o di combustibili fossili. È la prima capitale europea in cui è entrato in vigore un divieto del genere, che segue quelli di diverse altre città dei Paesi Bassi e d’Europa. Secondo i politici locali che hanno promosso il nuovo regolamento, sono prodotti che non si allineano agli obiettivi della città in tema di tutela ambientale e della salute pubblica.
Il divieto riguarda fra le altre cose ristoranti e fast-food che vendono carne, auto alimentate a combustibili fossili, i voli aerei e le crociere (il cui consumo di energia è particolarmente elevato). Si applica solo agli spazi pubblici gestiti dal comune, come insegne stradali e cartelloni appesi alle fermate di autobus e tram. Non riguarda quindi luoghi privati come le vetrine dei negozi, i giornali o altri media.
Il consumo di combustibili fossili e gli allevamenti intensivi sono fra le attività che producono le più grandi quantità di gas serra: le loro limitazioni sono considerate necessarie dai movimenti ambientalisti per evitare gli effetti peggiori dei cambiamenti climatici. Il divieto è stato ricollegato a quelli imposti sulle pubblicità delle sigarette nel corso degli anni in molti paesi del mondo una volta che erano stati accertati gli effetti nocivi del tabacco.
Il consiglio comunale aveva approvato a gennaio la proposta di divieto avanzata dai Verdi e dal Partito per gli Animali, il primo nella maggioranza che sostiene la sindaca e il secondo all’opposizione, ma entrambi ecologisti e di sinistra. Per quest’anno il divieto sarà applicato in maniera più leggera, con multe solo in caso di violazioni ripetute da parte delle aziende che gestiscono gli spazi pubblicitari, mentre dal prossimo entrerà in vigore pienamente.
Solo una piccola parte delle pubblicità sarà influenzata dalle nuove regole: quelle sui combustibili fossili e sui viaggi ad alte emissioni sono il 4 per cento del totale, quelle sulla carne appena lo 0,1. Secondo i suoi promotori il divieto ha comunque un importante significato simbolico. Anke Bakker, capogruppo del Partito per gli Animali al consiglio comunale, dice che la rimozione degli stimoli visuali contribuirà a ridurre gli acquisti impulsivi e trasmetterà il messaggio secondo cui la carne a basso prezzo e i viaggi che consumano molti combustibili fossili non fanno più parte di uno stile di vita a cui ambire.
Il divieto rientra in un piano più ampio della città per ridurre la sua impronta ambientale e tutelare la salute e il benessere dei suoi cittadini: l’amministrazione di Amsterdam si è posta come obiettivo che i suoi cittadini assumano il 60 per cento del loro consumo di proteine tramite fonti vegetali entro il 2030, e di raggiungere la neutralità carbonica (cioè assorbire una quantità di gas serra almeno pari a quella che produce) entro il 2050.
In Francia esiste dal 2021 una legge che vieta le pubblicità dei combustibili fossili, ma è rimasta inapplicata. In Italia i consigli comunali di Firenze e Genova hanno recentemente approvato (rispettivamente a febbraio e ad aprile del 2026) due mozioni che chiedono all’amministrazione di prendere in considerazione provvedimenti simili, senza approvare un divieto vero e proprio. Nessuna grande città italiana è arrivata a far entrare in vigore un divieto su questo tipo di pubblicità.



