Un tribunale israeliano ha prolungato fino a martedì la detenzione di due attivisti della Global Sumud Flotilla

L'attivista della Global Sumud Flotilla Saif Abukeshek viene scortato da guardie israeliane nel tribunale di Ashkelon, il 3 maggio 2026 (AP Photo/ Ohad Zwigenberg)
L'attivista della Global Sumud Flotilla Saif Abukeshek viene scortato da guardie israeliane nel tribunale di Ashkelon, il 3 maggio 2026 (AP Photo/ Ohad Zwigenberg)

Il tribunale della città israeliana di Ashkelon ha prolungato fino a martedì 5 maggio la detenzione di due attivisti della Global Sumud Flotilla fermati venerdì: il brasiliano Thiago Avila e Saif Abu Keshek, palestinese con cittadinanza spagnola e svedese. Israele sospetta che Avila sia affiliato a un’organizzazione terroristica e che Abu Keshek sia coinvolto in attività illegali.

I due attivisti erano stati fermati dalla marina militare israeliana insieme ad altre 170 persone che si trovavano a bordo di una ventina delle 58 imbarcazioni impegnate nella nuova missione della Global Sumud Flotilla. Le barche erano partite lo scorso 26 aprile per portare cibo e aiuti umanitari a Gaza, su cui Israele ha imposto un blocco navale. Arrivate in acque internazionali vicino a Creta, le imbarcazioni erano state bloccate dalle autorità israeliane, che avevano fatto sbarcare sull’isola gli attivisti, tra cui 23 italiani, per il rimpatrio forzato. Al momento le imbarcazioni non intercettate sono ferme a Creta.

A differenza degli altri Avila e Abu Keshek erano stati fermati e portati nella prigione di Shikma, ad Ashkelon. Il ministero degli Esteri spagnolo ha chiesto l’immediata liberazione di Abu Keshek, definendo la sua detenzione «illegale». Gli avvocati di Adalah, il centro legale indipendente che rappresenta i due attivisti, hanno detto che contro di loro non sono ancora state presentate accuse formali, trovandosi nella fase precedente all’incriminazione, in attesa dell’interrogatorio. I due attivisti hanno raccontato agli avvocati di aver subito maltrattamenti e pestaggi da parte delle autorità israeliane e di stare portando avanti uno sciopero della fame.