Un tribunale israeliano ha prolungato fino a martedì la detenzione di due attivisti della Global Sumud Flotilla

Il tribunale della città israeliana di Ashkelon ha prolungato fino a martedì 5 maggio la detenzione di due attivisti della Global Sumud Flotilla fermati venerdì: il brasiliano Thiago Avila e Saif Abu Keshek, palestinese con cittadinanza spagnola e svedese. Israele sospetta che Avila sia affiliato a un’organizzazione terroristica e che Abu Keshek sia coinvolto in attività illegali.
I due attivisti erano stati fermati dalla marina militare israeliana insieme ad altre 170 persone che si trovavano a bordo di una ventina delle 58 imbarcazioni impegnate nella nuova missione della Global Sumud Flotilla. Le barche erano partite lo scorso 26 aprile per portare cibo e aiuti umanitari a Gaza, su cui Israele ha imposto un blocco navale. Arrivate in acque internazionali vicino a Creta, le imbarcazioni erano state bloccate dalle autorità israeliane, che avevano fatto sbarcare sull’isola gli attivisti, tra cui 23 italiani, per il rimpatrio forzato. Al momento le imbarcazioni non intercettate sono ferme a Creta.
A differenza degli altri Avila e Abu Keshek erano stati fermati e portati nella prigione di Shikma, ad Ashkelon. Gli avvocati di Adalah, il centro legale indipendente che rappresenta i due attivisti, hanno detto che contro di loro non sono ancora state presentate accuse formali, trovandosi nella fase precedente all’incriminazione, in attesa dell’interrogatorio. I due attivisti hanno raccontato agli avvocati di aver subito maltrattamenti e pestaggi da parte delle autorità israeliane e di stare portando avanti uno sciopero della fame.


