Trump ha detto che toglierà i dazi sul whisky scozzese, convinto dalla visita di re Carlo III negli Stati Uniti

Giovedì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che toglierà i dazi del 10 per cento previsti per le importazioni di whisky dal Regno Unito, un mercato che vale milioni di sterline, specialmente in Scozia, e che è strettamente legato agli Stati Uniti. Trump, che non beve alcol, ha scritto che la decisione è legata alla recente visita di stato di re Carlo III e di sua moglie Camilla, che lo hanno «convinto a fare qualcosa che nessun altro era riuscito a fare, senza quasi nemmeno chiedermelo». È anche un segnale di distensione significativo tra i due paesi, che sono storicamente molto vicini, ma hanno avuto divergenze sulla guerra in corso in Medio Oriente.
Gli Stati Uniti sono uno dei principali paesi importatori di whisky scozzese, mentre ogni anno la Scozia acquista l’equivalente di milioni di euro in barili per la produzione di whisky dal Kentucky, che è il principale produttore di bourbon negli Stati Uniti. La legge locale prevede che il bourbon venga invecchiato in barili di legno di quercia nuovi, così i barili usati vengono comprati dalle distillerie scozzesi, che li usano per produrre il whisky.
Erano mesi che le associazioni di categoria facevano pressioni affinché l’amministrazione Trump rimuovesse i dazi, che avevano danneggiato sia il mercato del whisky scozzese, sia quello del bourbon statunitense: per il 2025 le principali organizzazioni di riferimento hanno riferito cali di esportazioni rispettivamente del 15 e del 19 per cento rispetto all’anno precedente.
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