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  • Mercoledì 29 aprile 2026

La Global Sumud Flotilla è stata bloccata dalla marina israeliana vicino a Creta

Più di 20 barche sono state intercettate, e 175 persone arrestate

Le immagini delle telecamere a bordo di alcune delle barche della Flotilla, durante le operazioni di intercettazione (dal profilo YouTube della Global Sumud Flotilla)
Le immagini delle telecamere a bordo di alcune delle barche della Flotilla, durante le operazioni di intercettazione (dal profilo YouTube della Global Sumud Flotilla)
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Nella tarda serata di mercoledì alcune imbarcazioni militari israeliane hanno bloccato la Global Sumud Flotilla, la nuova missione partita domenica 26 aprile dalla Sicilia verso la Striscia di Gaza. L’operazione si è svolta in acque internazionali vicino all’isola di Creta, in Grecia. Più di 20 delle 58 barche in navigazione sono state intercettate: il ministero degli Esteri israeliano ha detto di aver arrestato 175 persone a bordo, e che le sta portando in Israele.

La prima missione della Flotilla era stata bloccata lo scorso ottobre dalla marina israeliana, che aveva intercettato le barche a 72 miglia nautiche dalla costa (circa 130 chilometri), ossia in acque internazionali, e quindi dove in teoria Israele non poteva rivendicare alcuna sovranità. In questo caso l’intercettazione è avvenuta molto più lontano dalle coste israeliane, a circa 500 miglia nautiche di distanza (quasi 1.000 chilometri).

Nei video pubblicati sui social si vedono luci di gommoni che si avvicinano alle barche e una nave militare.

L’organizzazione non governativa Greenpeace, che partecipa alla spedizione con una nave per fornire supporto logistico, ha detto di aver perso contatti con le barche.

L’organizzazione della Global Sumud Flotilla ha detto che i militari israeliani hanno puntato laser e armi contro gli attivisti, ordinando loro di spostarsi a prua e di mettersi in ginocchio. Ha anche aggiunto che, «dopo aver distrutto i motori e i sistemi di navigazione, i militari si sono ritirati, lasciando intenzionalmente centinaia di civili alla deriva su imbarcazioni danneggiate e senza energia, sulla traiettoria di una violenta tempesta in arrivo».

Ha anche pubblicato un filmato di una comunicazione via radio tra le barche in cui si sente qualcuno che esorta gli attivisti a tornare indietro, dicendo che ogni tentativo di violare «il legittimo blocco di sicurezza marittima della Striscia di Gaza costituisce una violazione del diritto internazionale». Nel messaggio viene detto tra le altre cose che proseguire verso Gaza mette a rischio la sicurezza delle persone a bordo delle barche e che le forze di difesa israeliane le fermeranno.

Nel frattempo, il ministero degli Esteri israeliano ha pubblicato un video in cui si vedono alcune confezioni di preservativi e una bustina di plastica, scrivendo che quelli sarebbero gli aiuti medici essenziali trasportati dalla Flotilla (non c’è alcuna prova che il video sia stato girato su una delle barche della spedizione).

Mercoledì Israel Katz, il ministro israeliano della Difesa, aveva detto che la legge antiterrorismo di Israele «consente il sequestro di beni e imbarcazioni destinati a essere utilizzati per attività terroristiche». Aveva anche emesso un decreto per sanzionare la campagna di raccolta fondi della spedizione affermando che è organizzata direttamente da Hamas, in collaborazione con altre organizzazioni internazionali.

– Leggi anche: È partita una nuova Flotilla per Gaza