Mattarella ha chiesto chiarimenti al ministero della Giustizia sulla grazia di Nicole Minetti
Dopo che il Fatto Quotidiano aveva messo in dubbio alcuni fatti su cui si basava, tra cui l'adozione di un bambino in Uruguay

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiesto al ministero della Giustizia di verificare se è vero quanto scritto in alcuni articoli usciti in questi giorni sul Fatto Quotidiano, che mettono in dubbio alcuni fatti presentati nella domanda di grazia di Nicole Minetti, l’ex consigliera regionale della Lombardia nota per il suo ruolo centrale nel cosiddetto “caso Ruby”, di cui fu protagonista Silvio Berlusconi. Il comunicato del Quirinale cita un generico «organo di stampa», ma è praticamente certo che si riferisca al Fatto, che ha ricostruito per primo la vicenda.
La questione più rilevante negli articoli del Fatto riguarda l’adozione di un bambino in Uruguay, fatta alcuni anni fa da Minetti e dal suo compagno Giuseppe Cipriani: secondo Thomas Mackinson, il giornalista che ha ricostruito la vicenda, la domanda di grazia racconta le cose diversamente da come sono andate, e conterrebbe diverse informazioni false. Il sostituto procuratore della Corte d’Appello di Milano, Gaetano Brusa, ha detto invece che «il quadro era completo e non emergevano dati anomali».
Il ministero della Giustizia ha fatto sapere di avere avviato verifiche e di poter dare i primi riscontri nelle prossime 24 ore, aggiungendo poi che nei documenti della procedura di grazia non risultano gli elementi riportati dal Fatto. Dal canto suo Minetti ha parlato di notizie «false e lesive della mia reputazione personale e familiare» e ha annunciato che diffiderà il Fatto.
Minetti fu condannata in via definitiva per peculato e favoreggiamento della prostituzione, e avrebbe dovuto scontare una pena complessiva di 3 anni e 11 mesi di carcere: era stata graziata lo scorso febbraio, ma la notizia è stata resa nota solo poche settimane fa. La domanda di grazia aveva ricevuto sia il parere positivo del ministro della Giustizia Carlo Nordio sia quello del procuratore capo della Corte d’Appello. L’11 aprile il Quirinale aveva diffuso un comunicato in cui si diceva che la grazia era stata concessa per via delle «gravi condizioni di salute di uno stretto familiare minore» di Minetti, che «necessita di assistenza e cure particolari».
Secondo il Fatto Quotidiano la domanda di grazia contiene vari elementi falsi. Nel documento, visto dal Fatto, si dice che il bambino adottato da Minetti e Cipriani in Uruguay era stato abbandonato alla nascita e che non aveva familiari: secondo il Fatto, che ha consultato anche gli atti del tribunale di Maldonado (in Uruguay), i genitori del bambino però erano vivi, e Minetti e Cipriani avrebbero fatto loro causa per ottenere la sospensione della loro responsabilità genitoriale, e poi l’affidamento.
Nella ricostruzione fatta da Mackinson, il bambino sarebbe nato nel 2017 e l’anno dopo sarebbe stato affidato temporaneamente all’Instituto del Niño y Adolescente del Uruguay (INAU) perché la madre era povera e il padre era detenuto. Mackinson scrive che Minetti e Cipriani si erano trasferiti in Uruguay e avevano iniziato a donare soldi all’INAU, entrando in contatto poi anche con i bambini. Nel 2021 avrebbero portato il bambino negli Stati Uniti per alcune cure mediche, quando non lo avevano ancora adottato: non è chiaro come sia stato possibile. Minetti, Cipriani e il bambino si erano poi trasferiti in Italia nel 2024.
Secondo il Fatto, la madre biologica del bambino risulterebbe scomparsa dal 14 aprile scorso. Il Fatto inoltre ha cercato anche l’avvocata che la seguiva: ha scritto che sia l’avvocata sia il marito sono morti nel 2024 in circostanze mai chiarite, e per cui la procura di Garzón, una città nel sudest dell’Uruguay, ha aperto un’indagine per duplice omicidio.
Questa vicenda sta già suscitando molte polemiche politiche. Il Partito Democratico ha chiesto le dimissioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio.
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