La Fenice ha annullato l’incarico a Beatrice Venezi

Per alcune sue dichiarazioni recenti e dopo mesi di polemica sulla nomina a direttrice musicale del prestigioso teatro di Venezia

Beatrice Venezi negli studi Rai di Napoli durante la registrazione del programma "Viva Puccini" nel 2024 (ANSA/Ciro Fusco)
Beatrice Venezi negli studi Rai di Napoli durante la registrazione del programma "Viva Puccini" nel 2024 (ANSA/Ciro Fusco)
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La Fondazione che gestisce il Teatro La Fenice di Venezia, uno dei più famosi al mondo, ha deciso di annullare tutte le collaborazioni future con Beatrice Venezi, che lo scorso settembre era stata nominata direttrice musicale del teatro tra molte polemiche. Dell’interruzione della collaborazione ha dato notizia in una nota il sovrintendente Nicola Colabianchi, specificando che la decisione è legata anche ad alcune dichiarazioni recenti di Venezi, che ha definito «gravi, offensive e lesive del valore artistico e professionale», e «incompatibili con i princìpi» della fondazione e della sua orchestra.

La decisione ha probabilmente a che fare con un’intervista pubblicata giovedì scorso sul quotidiano argentino La Nación: le era stato chiesto conto delle molte polemiche degli scorsi mesi, in cui lavoratori della Fenice e molti esperti avevano sostenuto che non avesse le necessarie qualità artistiche, e che fosse stata nominata direttrice musicale per la sua vicinanza ai partiti di destra attualmente al governo. Venezi ha detto che lei non ha protettori e non proviene da una famiglia di musicisti, mentre i posti nell’orchestra del teatro veneziano «praticamente si tramandano di padre in figlio». Al momento Venezi è direttrice principale ospite del teatro Colón di Buenos Aires, la capitale argentina, e l’incarico da direttrice musicale presso La Fenice sarebbe dovuto cominciare a ottobre.

Colabianchi, che era stato a sua volta molto contestato per la nomina di Venezi, si era subito dissociato dalle sue parole. La fondazione della Fenice le aveva descritte come «gravi, false e offensive», e i sindacati avevano detto che commenti simili sono «incompatibili con le condizioni necessarie per costruire un rapporto di fiducia e una collaborazione artistica proficua». Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha detto che prende atto della decisione di Colabianchi e che spera che questa «possa sgomberare il campo da equivoci, tensioni e strumentalizzazioni d’ogni ordine e grado».

Venezi ha 36 anni ed è figlia dell’imprenditore immobiliare Gabriele Venezi, che nei primi anni Duemila fu candidato sindaco a Lucca per il partito neofascista Forza Nuova. Dal 2022 è consigliera per la musica al ministero della Cultura e lo scorso settembre la sua nomina fu approvata all’unanimità dalla fondazione che gestisce l’attività del teatro, che è presieduta dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, di centrodestra.

Da subito però i lavoratori del teatro – sia i tecnici sia quelli artistici, come i membri del coro e dell’orchestra – avevano contestato la decisione. In questi mesi ci sono stati scioperi, è stato indetto lo stato di agitazione, e sono state messe in atto forme di protesta come il lancio di volantini prima di uno spettacolo. Per il concerto di Capodanno, un evento molto seguito e trasmesso sulla Rai, i lavoratori hanno deciso di protestare indossando una spilletta dorata.

A gennaio, quando aveva commentato per la prima volta le polemiche, Venezi aveva detto con un certo sarcasmo di non essersi accorta di niente e che era «talmente raccomandata da lavorare soltanto all’estero». In generale era apparsa poco propensa a riconoscere il peso del dibattito sulla sua nomina.

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