Cos’è successo alla Brigata Ebraica al corteo del 25 aprile di Milano

È stata contestata e portata via dalla manifestazione, cosa che ha creato una concitata polemica politica

Manifestanti della cosiddetta Brigata Ebraica durante il corteo del 25 aprile a Milano (ANSA/PAOLO SALMOIGAGO)
Manifestanti della cosiddetta Brigata Ebraica durante il corteo del 25 aprile a Milano (ANSA/PAOLO SALMOIGAGO)
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Sabato a Milano, durante il corteo di celebrazione della festa della Liberazione, un gruppo di manifestanti che ricordava la cosiddetta Brigata Ebraica attiva durante la Seconda guerra mondiale è stato contestato a lungo, e in seguito fatto uscire fuori dal corteo dalla polizia.

Gli scontri e le tensioni fra manifestanti filopalestinesi e filoisraeliani durante i cortei del 25 aprile sono piuttosto comuni, soprattutto negli ultimi anni, ma di solito il gruppo della cosiddetta Brigata Ebraica – formato soprattutto da pezzi della comunità ebraica milanese – riusciva comunque a sfilare e a concludere il corteo.

Tutto è iniziato nel primo pomeriggio, quando la Brigata Ebraica si è presentata al corteo con delle bandiere israeliane. Cosa che secondo una ricostruzione dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) si era impegnata a non fare, per evitare tensioni. L’ex deputato del PD Emanuele Fiano, che ha sfilato con la Brigata Ebraica, sostiene che le sue bandiere contenessero un simbolo riconducibile a Israele – la cosiddetta Stella di David – e che l’ANPI sapesse che sarebbero state portate al corteo. Nella zona in cui sfilava la Brigata Ebraica sono comunque state esposte diverse bandiere israeliane.

Intorno alle 15 il gruppo della Brigata Ebraica è stato avvicinato da alcuni manifestanti filopalestinesi, che hanno iniziato a gridare cori molto critici nei loro confronti. A quel punto la Brigata Ebraica si è fermata creando un ingorgo che ha bloccato migliaia di manifestanti che si trovavano dietro. Dopo circa un’ora di grande tensione, la polizia l’ha fatta uscire dal corteo. Davide Romano, direttore del Museo della Brigata Ebraica di Milano, sostiene che i manifestanti siano stati «cacciati» dalla polizia.

Nel pomeriggio Fiano ha poi detto a Repubblica che nella concitazione una persona si era rivolta alle persone che sfilavano con la Brigata Ebraica definendole «saponette mancate»: è un insulto molto pesante, legato alla leggenda metropolitana secondo cui nei campi di concentramento nazisti i resti degli ebrei uccisi venissero utilizzati per produrre sapone. In un altro video si sentono alcune persone gridare «assassini». I cori più cantati nei confronti della Brigata Ebraica riguardavano invece il carattere esplicitamente sionista del gruppo (il sionismo è l’ideologia politica che sostiene la necessità di creare uno stato di carattere ebraico nella cosiddetta Terra Santa biblica).

Moltissimi leader politici hanno condannato quanto successo alla Brigata Ebraica, fra cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente del M5S Giuseppe Conte e diversi membri del PD.

La Brigata Ebraica fu una milizia interna all’esercito britannico – quindi non una formazione partigiana – formata da circa 5mila ebrei. Nacque nel 1944 e in Italia prese parte alle ultime fasi della Seconda guerra mondiale. Dal 3 marzo 1945 in particolare combattè sull’Appennino tosco-romagnolo partecipando allo sfondamento della Linea Gotica, l’ultima linea di fortificazioni che i nazisti avevano allestito per contenere l’avanzata degli Alleati.

Nei mesi successivi alla guerra la Brigata Ebraica partecipò attivamente alla costruzione di quello che sarebbe diventato lo Stato di Israele, facendo migrare clandestinamente migliaia di ebrei in Palestina e fornendo armi e soldati alla milizia che sarebbe diventata il futuro esercito israeliano.

Proprio questo legame con Israele è la ragione per cui ormai da anni la sua presenza ai cortei della Liberazione viene contestata dai gruppi più sensibili alle sofferenze imposte da Israele ai palestinesi, nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania.

Un altro gruppo che rappresenta un pezzo della comunità ebraica milanese – Laboratorio Ebraico Antirazzista – ha scritto su Facebook di avere partecipato al corteo di Milano senza ricevere contestazioni, «ma anzi moltissimi applausi e saluti affettuosi dai presenti». Il Laboratorio Ebraico Antirazzista ha sfilato mostrando due striscioni: in uno c’era scritto «ebree ed ebrei contro il fascismo in ogni tempo e in ogni luogo», nell’altro «cessate il fuoco, voci ebraiche per la pace».

– Leggi anche: Che cos’è la Brigata Ebraica