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  • Venerdì 24 aprile 2026

La scherma con fioretti, sciabole e spade “laser”

La tecnologia che fa vedere le scie di ogni colpo c’è da un po’, ma ora potrebbe essere arrivato il suo momento

(Fencing Visualized Project)
(Fencing Visualized Project)
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Negli ultimi giorni potreste aver visto video di una gara di scherma (o “assalto”, come sarebbe più corretto dire) che sembrano un mix tra Star Wars e Harry Potter. Si vedono infatti le traiettorie delle lame nello spazio e ogni colpo lascia una sorta di scia luminosa, un po’ come fanno le spade laser o le bacchette magiche nei rispettivi film. Tutt’altra cosa rispetto a quello che si vede di solito: movimenti rapidissimi e spesso confusi, che per il pubblico non esperto sono difficili da seguire, e che finiscono dopo pochi secondi, quando uno dei due atleti colpisce l’altro e si accende una luce sul tabellone per indicare al pubblico chi ha fatto o non ha fatto un punto.

Questa tecnologia fa parte del progetto “Fencing Visualized”, pensato per rendere la scherma più facile e interessante da seguire. Il progetto si basa su una tecnologia che usa telecamere molto veloci, la realtà aumentata e l’intelligenza artificiale per tracciare in tempo reale i movimenti della punta della lama e mostrarne la traiettoria. È un progetto che esiste da dieci anni, ma sarà usato per la prima volta in gara nella World Fencing League, una nuova lega nata proprio con l’obiettivo di rendere la scherma più mainstream e televisiva, che esordirà a Los Angeles nella notte italiana tra il 25 e il 26 aprile.

Anche per il concetto molto semplice che ne sta alla base (due persone che combattono con una spada), la scherma è uno sport molto antico. E ancora prima di essere uno sport, senza morti né feriti, era appunto una forma di duello, spesso mortale.

La scherma è alle Olimpiadi dalla prima edizione moderna del 1896 ed è sempre stato considerato uno sport molto raffinato da praticare, all’inizio perfino elitario. Ma come capita a molti altri sport olimpici, al di fuori di quelle poche settimane estive non è così seguito dal grande pubblico.

Oltre che su questa spettacolare tecnologia (almeno per il poco che se ne è visto finora), per cambiare le cose la World Fencing League punterà anche su un nuovo formato e regole più semplici. Al primo torneo parteciperanno 12 schermidori e schermitrici, tra cui le italiane Arianna Errigo (fiorettista) e Michela Battiston (sciabolatrice).

Ci sarà un’unica gara tra due squadre, ciascuna formata da sei atleti; due per ogni specialità, cioè fioretto, spada e sciabola. Ogni atleta affronterà un avversario della stessa specialità e la vittoria di ogni assalto assegnerà un punto alla propria squadra. In caso di parità dopo i sei incontri, si disputerà uno spareggio finale in cui vincerà chi segnerà per primo una stoccata (cioè un colpo valido), come una sorta di “golden gol”.

Anche i singoli assalti saranno diversi dal formato tradizionale. Non si userà più il criterio – adottato anche alle Olimpiadi – per cui vince chi raggiunge per primo un determinato numero di punti, pur entro un limite di tempo. In questo caso, invece, vincerà chi ha più punti allo scadere del tempo effettivo, che varia a seconda della specialità. Gli assalti saranno più dinamici, con meno interruzioni: nella scherma tradizionale un colpo fuori bersaglio ferma l’azione; nella World Fencing League no.

La World Fencing League proverà dunque a fare una cosa molto ambiziosa e difficile: cambiare radicalmente uno sport molto tradizionalista. E inizierà, tra le altre cose, con un montepremi di 100mila dollari (circa 85mila euro) per la squadra vincitrice: una cifra, dice la BBC, «mai vista in uno sport che fatica a raggiungere un livello di professionismo». Lo statunitense Miles Chamley-Watson, il fondatore della lega, è riuscito a permettersi cifre del genere grazie al sostegno di grossi gruppi d’investimento, come il Chiron Sports Group (che ha partecipazioni anche nella squadra di calcio del Venezia), e di sponsor come Nike.

Chamley-Watson, che è un ex campione del mondo nel fioretto, dice di «avere la possibilità di cambiare uno sport per sempre». Il suo obiettivo, però, non è quello di essere una “lega rivale” alla FIE (la federazione internazionale), ma un circuito aggiuntivo che possa dare più visibilità e opportunità agli atleti e far crescere il livello complessivo della scherma.

Ma come andrà davvero la World Fencing League è ancora tutto da capire. Perché bisogna vedere la resa della tecnologia usata per tracciare le spade (e i fioretti, e le sciabole), e perché non si conoscono ancora le date del prossimo evento né quelle dell’avvio della stagione vera e propria, che sull’onda di una scherma più televisiva è stata annunciata come “Stagione 1”. La pagina Instagram della lega (attiva dallo scorso novembre) per ora ha solo 15mila follower, mentre il canale YouTube non arriva nemmeno a 700 iscritti: numeri ancora molto bassi per un campionato che vuole diventare globale.

Chamley-Watson sarà tra i 12 debuttanti della World Fencing League

Chamley-Watson ha lasciato intendere di essere consapevole di aver dato fastidio a qualche tradizionalista, ma finora non sono arrivate critiche significative. Secondo la giornalista ed ex schermitrice Sara Cometti, però, la tecnologia che propone il suo torneo è ancora troppo complicata e costosa per poter essere replicata su larga scala; come per esempio, alle Olimpiadi, che saranno sempre a Los Angeles.

Sullo stesso argomento, Cometti ha intervistato per Sky Sport Insider Errigo, Battiston e il vicepresidente della Federscherma Daniele Garozzo. Tutti e tre si sono mostrati piuttosto curiosi e ottimisti riguardo alla prima applicazione di questa tecnologia: non solo per l’aspetto spettacolare, ma anche perché potrebbe rappresentare un grande aiuto per gli arbitri che, in uno sport così veloce, non riescono a fare sempre la scelta giusta. Un tema, però, di cui la World Fencing League non ha parlato granché.