In Kosovo tre uomini sono stati condannati per terrorismo per un attacco armato compiuto nel 2023

Un gruppo di uomini armati davanti al monastero di Banjska, in Kosovo, 24 settembre 2023 (Kosovo Police via AP)
Un gruppo di uomini armati davanti al monastero di Banjska, in Kosovo, 24 settembre 2023 (Kosovo Police via AP)

Un tribunale di Pristina, la capitale del Kosovo, ha condannato due uomini all’ergastolo e uno a trent’anni di carcere per un attacco armato compiuto nel 2023 a Banjska, un villaggio nel nord del paese, in cui furono uccise quattro persone. I tre erano imputati per terrorismo. Oltre a loro sono imputate circa altre 40 persone, che però secondo le autorità kosovare si nascondono in Serbia. Il giudice Ngadhnjim Arrni ha detto che l’obiettivo dell’attacco era separare il nord del Kosovo, abitato prevalentemente da serbi, e annetterlo alla Serbia.

Gli aggressori avevano attaccato tre pattuglie di polizia mentre stavano controllando due furgoni senza targa che bloccavano un ponte all’entrata di Banjska, uccidendo un agente. C’era poi stato uno scontro e tre aggressori erano stati uccisi. Gli altri erano fuggiti a piedi verso il confine serbo, che dista meno di 50 chilometri. Da subito il Kosovo aveva accusato la Serbia di aver sostenuto l’attacco, ma la Serbia ha sempre negato.

Il Kosovo è una ex provincia serba. Tra il 1998 e il 1999 fu combattuta una guerra tra l’esercito jugoslavo, controllato dai serbi, e i ribelli kosovari albanesi, che volevano separarsi. Il conflitto terminò dopo l’intervento della NATO, che bombardò la Serbia costringendo le sue forze a ritirarsi dal territorio kosovaro. Nel 2008 il Kosovo dichiarò l’indipendenza dalla Serbia, e fu riconosciuto dagli Stati Uniti e da un pezzo dell’Unione Europea, ma non dai serbi e dai paesi loro alleati, come la Russia e la Cina.