Vladimir Plahotniuc, per anni considerato l’uomo più potente della Moldavia, è stato condannato a 19 anni di carcere per frode

Vladimir Plahotniuc nel 2019 (ANSA/EPA/DUMITRU DORU)
Vladimir Plahotniuc nel 2019 (ANSA/EPA/DUMITRU DORU)

Mercoledì l’oligarca moldavo Vladimir Plahotniuc, un tempo l’uomo più ricco e influente del paese, è stato condannato in primo grado a 19 anni di carcere in un caso di frode bancaria conosciuto in Moldavia come il «furto del secolo». È stato considerato fra i principali responsabili della sparizione dell’equivalente di quasi un miliardo di euro da tre banche moldave nel 2014, una cifra pari a un ottavo del PIL del paese di allora, di cui ne avrebbe personalmente ricevuti oltre 34 milioni. Oltre alla detenzione il tribunale gli ha ordinato di restituire più di 41 milioni di euro. Il suo avvocato ha detto che presenterà ricorso.

Nel 2014 in soli due giorni quasi un miliardo di euro sotto forma di prestiti fu trasferito dalla Moldavia a una serie di società registrate nel Regno Unito e a Hong Kong, i cui proprietari erano sconosciuti. Il governo dovette intervenire per salvare le banche, creando però un grosso buco nelle finanze pubbliche. Le indagini successive hanno rivelato che gran parte dei soldi erano finiti in società dell’oligarca filorusso Ilan Shor.

Dal 2010 al 2013 Plahotniuc era stato vice presidente del parlamento e dal 2016 al 2019 il leader del Partito Democratico moldavo (di centrosinistra). Si ritiene che al tempo controllasse direttamente o indirettamente la maggior parte dei parlamentari, ma nel 2019 il suo partito era stato estromesso dal potere e lui era fuggito dal paese. Era stato arrestato nel 2025 in Grecia, da dove era stato poi estradato in Moldavia.