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  • lunedì 17 giugno 2019

Il potente oligarca moldavo Vlad Plahotniuc, al centro della crisi politica in corso, ha lasciato il paese

Venerdì scorso Vlad Plahotniuc, leader del Partito Democratico Moldavo (PDM) e al centro della crisi politica in corso ormai da una decina di giorni in Moldavia, ha lasciato il paese: la maggior parte delle fonti dice che si sia imbarcato su un jet privato diretto a Istanbul, ma non è chiaro dove sia adesso. Lo ha confermato sabato il servizio stampa del PDM, aggiungendo che il soggiorno all’estero sarebbe durato soltanto «un paio di giorni» e per visitare la sua famiglia. È una notizia importante, perché secondo i media moldavi in realtà Plahotniuc se ne sarebbe andato insieme al suo entourage per mettersi al sicuro in vista delle proteste del weekend: secondo il giornalista di Politico Matei Rosca, gli Stati Uniti hanno acconsentito al suo viaggio per evitare tensioni e violenze. Da giorni gli osservatori dicono che Stati Uniti, Russia e Unione Europea stanno posizionandosi sullo stesso fronte chiedendo che Plahotniuc lasci il potere nel paese.

I giornali moldavi scrivono che sono diversi i leader e funzionari della cerchia di Plahotniuc che stanno lasciando o lasceranno a breve la Moldavia. Uno di questi sarebbe Ilan Shor, uomo d’affari, parlamentare e sindaco della città di Orhei, accusato di essere stato tra i responsabili della sparizione di un miliardo di euro dal sistema bancario moldavo nel 2015.

Plahotniuc, accusato estesamente di corruzione e al centro dei molti scandali moldavi degli ultimi anni, era stato estromesso dal potere dieci giorni fa dopo un accordo tra i due principali blocchi politici alternativi al PDM, l’europeista ACUM e i Socialisti filorussi. L’accordo, e la conseguente nomina a prima ministra della leader di ACUM Maia Sandu, era stata giudicata illegittima dalla Corte Costituzionale sulla base di un controverso cavillo legale. Sandu e Igor Dodon, presidente Socialista che era stato rimosso dalla Corte, si sono rifiutati di adeguarsi alla decisione, e sembrano essere riusciti nel loro intento conservando il potere. Entrambi hanno chiesto negli scorsi giorni che i giudici della Corte Costituzionale, considerati vicinissimi a Plahotniuc, si dimettano.

Vladimir Plahotniuc, presidente del PDM, durante un evento elettorale nel 2016. (EPA/DUMITRU DORU)

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