Andrea Rossi, in carcere da 19 anni per l’omicidio di Vitalina Balani, potrà chiedere di nuovo un processo di revisione

Andrea Rossi in aula durante un'udienza del processo di revisione a Perugia
Andrea Rossi in aula durante un'udienza del processo di revisione a Perugia (ANSA / Angela Rotini)

La Corte di Cassazione ha stabilito che Andrea Rossi, condannato all’ergastolo nel 2008 per l’omicidio di una donna di 70 anni, Vitalina Balani, potrà chiedere un nuovo processo di revisione. Balani era stata uccisa nella sua casa di Bologna nel luglio del 2006. Rossi è stato giudicato colpevole da tutti i tribunali che hanno esaminato il caso: secondo le sentenze l’uomo uccise Balani per una questione di soldi, perché lei gli aveva affidato la gestione di 2,2 milioni di euro in risparmi che lui invece aveva sperperato.

Il suo avvocato aveva già presentato due richieste di revisione del processo, nel 2017 e all’inizio del 2023, prima alla Corte d’Appello di Ancona e poi a quella di Perugia: entrambe avevano confermato l’ergastolo dopo aver esaminato le nuove possibili prove portate dalla difesa di Rossi. La revisione del processo è l’estrema e straordinaria possibilità prevista dal codice di procedura penale italiano di correggere un errore giudiziario che ha portato a una condanna definitiva e irrevocabile.

Il primo processo nei confronti di Rossi fu indiziario, cioè senza prove inconfutabili della sua colpevolezza, e l’ora della morte fu un elemento fondamentale per motivare la condanna. Secondo la perizia commissionata dalla difesa, Balani non fu uccisa tra le 13:30 e le 14:05 del 14 luglio del 2006, come avevano stabilito i processi, ma più tardi, in serata: nel primo pomeriggio Rossi era vicino alla casa di Balani, con cui aveva un appuntamento, mentre la sera era da tutt’altra parte, e quindi con un alibi.

Dopo Ancona e Perugia, ora la Cassazione ha stabilito che il caso dovrà essere esaminato dalla Corte d’Appello di Firenze.