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  • Martedì 21 aprile 2026

ChatGPT può aver avuto un ruolo in un omicidio?

Vuole capirlo la procura della Florida, che ha aperto un’indagine sul chatbot e su OpenAI dopo una sparatoria in un’università

Studenti universitari durante una protesta contro il possesso di armi in seguito all'attacco a Tallahassee, 23 aprile 2025 (AP Photo/Kate Payne)
Studenti universitari durante una protesta contro il possesso di armi in seguito all'attacco a Tallahassee, 23 aprile 2025 (AP Photo/Kate Payne)
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La procura generale della Florida ha aperto un’indagine penale su ChatGPT e OpenAI, l’azienda che lo ha sviluppato, dopo aver esaminato i messaggi scambiati tra il chatbot e un ragazzo sospettato di aver ucciso due persone all’università statale a Tallahassee. Il procuratore generale dello stato, James Uthmeier, ha detto che il presunto omicida aveva chiesto a ChatGPT consigli per compiere l’attacco armato, e che il chatbot glieli aveva dati. Non è noto per quali ipotesi di reato sia stata aperta l’inchiesta su OpenAI.

Il 17 aprile del 2025 un ragazzo cominciò a sparare vicino all’associazione degli studenti dell’università statale della Florida, uccidendo due persone, ferendone altre sei e restando a sua volta ferito. Il principale sospettato, uno studente universitario chiamato Phoenix Ikner, al tempo 20enne, fu subito fermato e incriminato per diversi capi d’accusa legati a omicidio e tentato omicidio. Al momento è in carcere in attesa del processo.

Secondo le prime testimonianze, il ragazzo aveva avuto problemi in famiglia e durante alcuni incontri in un’associazione politica aveva espresso opinioni bigotte e misogine. In base a documenti visti dal New York Times, il giorno della sparatoria Ikner aveva chiesto a ChatGPT come avrebbero reagito gli Stati Uniti a una sparatoria nella sua università, e l’orario in cui la sede dell’associazione degli studenti era più frequentata.

In un’altra conversazione citata da Uthmeier, aveva chiesto quanto forte sarebbe stato un colpo sparato da vicino, e quali munizioni si potessero usare: in una conferenza stampa a Tampa Uthmeier ha detto che se a rispondere fosse stata una persona, la procura la incriminerebbe per omicidio.

ChatGPT viene usato quotidianamente da milioni di persone di ogni età per richieste di ogni tipo, come cercare una ricetta o suggerimenti per la programmazione informatica. Moltissime persone però lo utilizzano anche per avviare conversazioni più personali e stabilire rapporti più intimi, simili a quelli che si potrebbero avere con un confidente o con uno psicologo, cosa che in certi casi ha portato a conseguenze molto gravi, talvolta estreme.

Due settimane fa Uthmeier aveva già annunciato l’avvio di un’indagine su OpenAI, e l’azienda aveva detto che avrebbe collaborato. Il procuratore ha riconosciuto che visto che OpenAI è un’azienda, e non una persona fisica, accertarne le eventuali responsabilità penali in questo caso sarebbe una cosa senza precedenti legali. Ha però detto che la procura ha il dovere di capire se l’azienda o qualcuno al suo interno possano essere giudicati responsabili: per questo il suo ufficio chiederà un mandato per ottenere tutta la documentazione relativa alle pratiche e alle politiche aziendali, compresi i materiali per la formazione interna sulla prevenzione delle minacce per gli utenti. Al momento OpenAI non ha commentato.

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