Il direttore dell’FBI ha fatto causa all’Atlantic per un articolo in cui è descritto come uno scansafatiche con problemi di alcol

Il direttore dell'FBI, Kash Patel, durante un'udienza al Senato degli Stati Uniti a Washington, 18 marzo 2026 (AP Photo/Jose Luis Magana)
Il direttore dell'FBI, Kash Patel, durante un'udienza al Senato degli Stati Uniti a Washington, 18 marzo 2026 (AP Photo/Jose Luis Magana)

Il direttore dell’FBI Kash Patel ha fatto causa alla rivista statunitense Atlantic e alla giornalista Sarah Fitzpatrick per un articolo pubblicato venerdì, in cui sostiene di essere stato diffamato. L’articolo si basa sulle testimonianze di più di venti persone che, a condizione di restare anonime, hanno parlato delle numerose assenze dal lavoro di Patel, del suo consumo abituale di alcol e di come secondo loro i suoi comportamenti mettano a rischio la sicurezza nazionale. Patel ha negato ogni accusa e chiesto un risarcimento di 250 milioni di dollari, più di 210 milioni di euro.

Nell’articolo si dice tra le altre cose che l’FBI aveva dovuto riprogrammare alcune riunioni al mattino presto perché Patel aveva passato le serate precedenti a bere; si dice inoltre che spesso è fuori ufficio o irreperibile, cosa che in qualche caso ha costretto l’agenzia a rimandare decisioni importanti. Patel sostiene che l’Atlantic abbia ignorato sia le smentite da parte dell’FBI, sia la richiesta del suo avvocato di avere più tempo per confutare le accuse citate nei suoi confronti. L’Atlantic ha invece difeso il proprio lavoro e quello di Fitzpatrick.

Patel è uno dei fedelissimi del presidente statunitense Donald Trump, che lo scelse subito dopo essere stato eletto per il suo secondo mandato, e non è la prima volta che viene accusato di essere inadatto per il ruolo di capo dell’FBI. Dal gennaio del 2025 ha fatto licenziare o costretto alle dimissioni funzionari importanti ed esperti, che non sempre sono stati adeguatamente sostituiti; ha impiegato le risorse dell’agenzia per operazioni poi ritenute puramente coreografiche o comunque discutibili, e fatto dichiarazioni ritenute inopportune, anche su indagini in corso.

Poche ore dopo l’omicidio dell’attivista di destra Charlie Kirk a settembre, per esempio, Patel aveva detto che il presunto attentatore era stato arrestato, ma non era vero. A fine febbraio, inoltre, era stato molto criticato per il modo concitato in cui aveva festeggiato la vittoria della Nazionale maschile di hockey a Milano Cortina 2026 andando nello spogliatoio assieme ai giocatori.