Alle elezioni in Bulgaria ha vinto il partito dell’ex presidente Rumen Radev
Lo scrutinio è ancora in corso, ma il vantaggio sugli avversari è nettissimo

Domenica in Bulgaria si sono tenute le elezioni anticipate, le ottave degli ultimi cinque anni di instabilità politica. Lo scrutinio è ancora in corso, ma i risultati preliminari danno in grande vantaggio Bulgaria Progressista, il partito dell’ex presidente Rumen Radev, e non ci sono dubbi sulla sua vittoria.
Con circa il 70 per cento dei voti scrutinati, Bulgaria Progressista ha al momento oltre il 40 per cento; il secondo partito più votato è il riformista Continuiamo il cambiamento, formato da ex componenti di un governo ad interim nominato da Radev, con circa il 14 per cento; mentre Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria (GERB), il partito di centrodestra dell’ex primo ministro Bojko Borisov, ha poco meno del 13 per cento.
Radev era il favorito anche dai sondaggi precedenti al voto. Era stato presidente della Repubblica dal 2017 fino a metà gennaio, quando si è dimesso poco prima della fine del suo secondo mandato al preciso scopo di partecipare alle elezioni.
In passato Radev era stato sostenuto dal Partito socialista bulgaro, di orientamento filorusso, ma per queste elezioni se n’è fatto uno nuovo: Bulgaria Progressista. All’interno sono confluiti funzionari della sua presidenza, vecchi dirigenti dei Socialisti e parecchi militari. Radev infatti è un ex generale dell’aeronautica e ha ancora legami con le forze armate.
In campagna elettorale non ha parlato quasi mai della guerra in Ucraina e in generale è stato piuttosto vago sul programma che intende portare avanti, presentandosi soprattutto come un politico in lotta contro la corruzione e lo scarso ricambio della classe politica bulgara.
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