Conviene fare assicurazioni sui viaggi in programma per quest’estate?

Forse no: i voli cancellati per carenza di carburante a causa della guerra in Medio Oriente potrebbero non essere coperti

Gli schermi dell'aeroporto di Monaco di Baviera, durante uno sciopero del personale nel 2024 (Michaela Stache/Bloomberg)
Gli schermi dell'aeroporto di Monaco di Baviera, durante uno sciopero del personale nel 2024 (Michaela Stache/Bloomberg)
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La guerra in Medio Oriente e la conseguente scarsità di jet fuel – come si chiama tecnicamente il carburante per aerei, che è diverso dalla benzina o dal gasolio – ha creato una certa apprensione per la possibilità del settore di continuare a garantire lo stesso numero di voli di sempre. È possibile che si arriverà a una situazione di razionamento, per cui il carburante sarà garantito prima ai voli essenziali (sanitari e militari, per esempio) e poi a quelli di linea, che inevitabilmente subiranno cancellazioni.

E siccome il grosso dei disagi – finora circoscritti ai paesi asiatici, ma in arrivo pure in Europa – potrebbero iniziare da maggio in poi e dunque interessare i mesi estivi, c’è da chiedersi cosa fare con le vacanze già prenotate o che si vogliono prenotare, visto il rischio di perdere soldi in caso di cancellazione del volo. In caso di un evento imprevedibile come una guerra, neanche le assicurazioni aiutano a coprirsi da quel rischio. Ma se le compagnie aeree cancellano un volo, in ogni caso devono offrire una soluzione alternativa, anche se la causa è eccezionale. Devono dare ai viaggiatori la possibilità o di prendere un altro volo o di scegliere il rimborso.

Lo prevedono le regole europee sui diritti dei consumatori, ma c’è un problema: le compagnie tendono anche in tempi normali a offrire voli alternativi poco adatti (per esempio a diversi giorni di distanza), con la conseguenza che il passeggero è spinto a scegliere il rimborso. A maggior ragione succederà con il costo dei carburanti raddoppiato a causa della guerra, dato che alle aziende conviene di più ripagare il prezzo dei biglietti che far volare gli aerei.

E dato che la causa di cancellazione è una guerra, dunque un evento fuori dal controllo delle compagnie aeree, queste non sono neanche tenute a pagare la cosiddetta “compensazione pecuniaria”, cioè l’indennizzo che invece di solito devono dare al viaggiatore in caso di cancellazione, una somma che varia da 250 a 600 euro in base alla tratta e che contribuisce a compensare la perdita economica della cancellazione. Insomma, acquistare una polizza per ripararsi dal rischio di perdere i soldi del biglietto aereo per via della guerra non serve. Rimane utile, invece, qualora il passeggero non possa prendere il volo per un qualsiasi motivo previsto dalla polizza (malattia, infortunio, eccetera).

E il resto della vacanza prenotata? In caso di cancellazione del volo per razionamenti, il costo dell’hotel, dell’eventuale auto a noleggio e dei biglietti già pagati per eventuali esperienze possono andare persi. In tempi normali per questo tipo di spese può essere utile fare un’assicurazione di “annullamento viaggio”, che viene offerta da gran parte delle compagnie assicurative e da quelle specializzate nelle polizze per i viaggi.

Funziona così: si fanno le prenotazioni di volo, albergo e attività collegate e poi si assicura l’importo complessivo del viaggio, contattando una compagnia o direttamente dal sito. C’è però un vincolo importante a cui si deve fare attenzione: la polizza va fatta poco dopo la prenotazione, solitamente entro un tempo che cambia a seconda della compagnia e che di solito va dalle 24 alle 72 ore dalla conferma della prenotazione.

Non si possono attivare adesso polizze per viaggi prenotati mesi fa, per dire, ma queste potrebbero essere utili per chi ora è indeciso se prenotare o meno le vacanze per il timore di perdere soldi a causa della guerra. Potrebbero, perché in realtà la maggior parte delle compagnie assicurative esclude il rimborso in caso di eventi eccezionali come la guerra e le sue conseguenze anche indirette: tra queste rientra la mancanza di carburante che si rischia nei prossimi mesi.

La cosa migliore da fare in questi casi è contattare direttamente la compagnia chiedendo esplicitamente se la polizza che offrono copre anche il rischio di cancellazione del viaggio come conseguenza della situazione attuale. La probabilità è molto bassa, anche perché ormai è abbastanza probabile che ci saranno dei disagi sui voli, dunque per le compagnie assicurative sarebbe molto costoso assicurare dei viaggi a delle condizioni che quasi certamente le porteranno a doverli rimborsare. L’unico modo per essere certi di minimizzare il rischio di perdere i soldi sulle prenotazioni è di farle con l’opzione di cancellazione senza penali fino a poco prima della partenza.

Anche chi avesse comprato una polizza prima dell’inizio della guerra, quindi quando la probabilità dei disagi sui voli era ancora bassa, rischia di non ottenere alcun rimborso, se il suo volo sarà cancellato. Nelle scorse settimane le compagnie assicurative hanno già iniziato a negarli.

Claudia Giannetti, broker assicurativa e divulgatrice, spiega che queste polizze coprono essenzialmente dai rischi soggettivi sui passeggeri, come una malattia o un infortunio loro o di un parente (alcune compagnie coprono anche quelli degli animali domestici). Un caso che si trova nelle polizze più costose è quello degli atti terroristici: se nei trenta giorni precedenti alla partenza ce n’è stato uno nel raggio di 100 chilometri dal luogo di destinazione, la compagnia rimborsa il viaggio, ma solo se la polizza è stata acquistata prima dell’attentato.

Fino a qui si è parlato del rischio di non partire per una vacanza già programmata, ma il rischio è anche di non riuscire a tornare indietro. Se per via della guerra viene cancellato il volo di rientro, la compagnia aerea deve offrire o il rimborso o la possibilità di salire su un altro volo. Se il volo che offre è a qualche giorno di distanza, deve provvedere a vitto e alloggio, e in questo caso bisogna tenere tutte le ricevute di spese per alberghi, spostamenti e ristoranti per chiederne il rimborso.

– Leggi anche: Quanto c’è da allarmarsi per la carenza di carburante per aerei