L’Ungheria ha chiuso il procedimento contro Ilaria Salis

Dopo la decisione del Parlamento Europeo di mantenere la sua immunità parlamentare

Ilaria Salis, Roma, 7 settembre 2025 (ANSA/FABIO FRUSTACI)
Ilaria Salis, Roma, 7 settembre 2025 (ANSA/FABIO FRUSTACI)
Caricamento player

L’europarlamentare italiana Ilaria Salis, di Alleanza Verdi e Sinistra, ha detto che il procedimento penale contro di lei in Ungheria è stato archiviato dopo la decisione del Parlamento Europeo di mantenere la sua immunità parlamentare. Era accusata di aver aggredito dei manifestanti neonazisti a Budapest nel 2023, cosa che lei ha sempre negato, e per questo aveva passato 15 mesi in un carcere ungherese. La conferma dell’immunità ha impedito che venisse avviato un processo contro Salis in Ungheria: l’archiviazione era quindi un passaggio atteso, ma finora la magistratura ungherese non aveva dato notizie sull’intenzione di annullare o meno il procedimento.

Sui suoi profili social Salis ha scritto di avere ricevuto la comunicazione del tribunale di Budapest lo scorso 1° aprile. Lunedì aveva anticipato la notizia della chiusura del procedimento durante la trasmissione Un giorno da pecora su Radio 1, parlandone però molto brevemente.

L’aggressione per cui era accusata Salis sarebbe avvenuta durante un raduno di militanti di estrema destra arrivati da tutta Europa, tra il 10 e l’11 febbraio del 2023, per festeggiare il Giorno dell’onore (Tag der Ehre): è la celebrazione di un battaglione nazista che tra il 1944 e il 1945 tentò di impedire l’assedio di Budapest da parte dell’Armata Rossa, l’esercito dell’Unione Sovietica. Salis era stata arrestata qualche giorno dopo insieme ad alcuni militanti antifascisti tedeschi: ha sempre detto di essere innocente e di aver partecipato a contro-manifestazioni pacifiche che si erano tenute nel corso della giornata, senza aggredire nessuno.

A fine maggio del 2024 era passata agli arresti domiciliari a Budapest, che due settimane dopo erano stati revocati come conseguenza della sua elezione al Parlamento Europeo, che le aveva garantito l’immunità. Gli europarlamentari non possono essere arrestati o sottoposti a restrizioni della loro libertà per tutta la durata del mandato, tranne nel caso in cui vengano fermati in flagranza di reato, cioè mentre lo stanno commettendo. L’immunità può però essere revocata in seguito a una richiesta di un’autorità competente di uno stato membro. Il governo ungherese aveva chiesto la revoca per Salis, ma lo scorso ottobre il Parlamento Europeo aveva respinto la richiesta, in un voto a scrutinio segreto e con un solo voto di scarto.

Come ha specificato la stessa Salis, l’archiviazione del procedimento in Ungheria non impedisce però l’avvio di un eventuale processo contro di lei in Italia. Dovrebbe però iniziare su richiesta del ministero della Giustizia, che dovrebbe chiedere di procedere alla procura competente (in questo caso quella di Milano, città in cui Salis risiede). La magistratura italiana potrebbe a quel punto avviare un nuovo procedimento sulla base di due norme: molto in sintesi Salis, in quanto cittadina italiana, potrebbe essere perseguita e punita per un reato comune compiuto all’estero.

Nel caso invece in cui l’Italia non processasse Salis, alla fine del suo mandato (nel 2029) la magistratura ungherese potrebbe citarla nuovamente in giudizio per i fatti del febbraio del 2023.

– Leggi anche: Ilaria Salis può essere processata in Italia?