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  • Domenica 12 aprile 2026

In Perù si vota per eleggere il decimo presidente in dieci anni

Ma quasi con certezza ci sarà un ballottaggio: i candidati sono 35, tra cui ex ministri, un comico e la figlia dell'ex dittatore Fujimori

Persone davanti a un negozio dove sono appesi due manifesti elettorali a Cuzco, Perù, 8 aprile 2026 (AP Photo/Martin Mejia)
Persone davanti a un negozio dove sono appesi due manifesti elettorali a Cuzco, Perù, 8 aprile 2026 (AP Photo/Martin Mejia)
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Domenica 12 aprile oltre 27 milioni di cittadini peruviani voteranno per eleggere il nuovo presidente del paese: sostituirà José Maria Balcázar, eletto dal parlamento monocamerale a fine febbraio con l’incarico di guidare il Perù fino alle nuove elezioni, in seguito alla rimozione del suo predecessore. Chi prenderà il suo posto diventerà il decimo (o la decima) capo di stato del Perù in dieci anni, un periodo in cui il paese è stato attraversato da numerosi scandali di corruzione, ampie proteste antigovernative e casi di impeachment molto discussi.

Il malcontento diffuso, l’aumento delle violenze e l’enorme insoddisfazione per la classe dirigente si riflettono nell’estrema frammentazione politica in vista delle elezioni. Otto peruviani su dieci non sanno ancora chi scegliere, scrive El País, e visto che i candidati sono ben 35 è praticamente scontato che ci sarà un ballottaggio tra i due più votati. Si prevede che una di questi sia Keiko Fujimori, che proverà a diventare presidente per la quarta volta ed è quella più avanti nei sondaggi. L’altro è meno scontato: nessuno supera il 10 per cento, e nelle ultime settimane un po’ di cose sono cambiate.

In Perù il presidente è sia capo di stato che di governo, e viene eletto in modo diretto ogni cinque anni. Per vincere al primo turno un candidato deve ottenere più del 50 per cento dei voti, ma negli ultimi tempi non è mai successo, e c’è stato un secondo turno sia alle elezioni del 2021 che a quelle del 2016 e del 2011. Domenica oltre al presidente verranno eletti anche i rappresentanti del parlamento, che grazie a una riforma costituzionale approvata due anni fa tornerà ad avere due camere: un Senato da 60 rappresentanti e una Camera dei deputati con 130. Il voto è obbligatorio per tutti i cittadini tra i 18 e i 70 anni.

In base alle previsioni dell’istituto Ipsos di inizio aprile, Fujimori è la candidata favorita con il 18,6 per cento delle preferenze, in lieve aumento rispetto alla terza settimana di marzo. Dietro di lei ci sono Carlos Álvarez, che di recente ha aumentato i consensi, passando dal 7 al 12 per cento circa, e Rafael López Aliaga, che invece ha perso popolarità, scendendo dal 17 al 10.

Keiko Fujimori ha 50 anni, fa parte del partito populista di destra Forza Popolare ed è la figlia maggiore del dittatore Alberto Fujimori, che governò il Perù dal 1990 al 2000 e prima di morire, nel 2024, fu condannato per corruzione, abuso di potere e violazione dei diritti umani. È la quarta volta che si candida alla presidenza, ma finora non è mai stata eletta. È stata più volte indagata per corruzione e finanziamenti illeciti, e ha anche trascorso alcuni mesi in carcere, ma i processi a suo carico sono stati annullati in campagna elettorale ha promesso di contrastare il crimine, ma ha anche proposto leggi che secondo gli esperti rischiano di complicare il lavoro della magistratura.

Carlos Álvarez ha 62 anni, è un ex comico e sta avendo successo tra gli elettori che esprimono frustrazione per la classe politica attuale. Negli anni Novanta appoggiò esplicitamente la dittatura di Fujimori: ora si presenta con il partito di centrodestra Paese per tutti, e insiste soprattutto su questioni legate alla sicurezza. Rafael López Aliaga di Rinnovamento Popolare, invece, ha 65 anni, è l’ex sindaco della capitale Lima: conservatore, è un ex dirigente bancario che ha fatto fortuna costruendo hotel e infrastrutture e ha legami con il settore minerario, molto importante per il paese.

Keiko Fujimori durante un comizio a Lima, in Perù, 2 aprile 2026 (AP Photo/Martin Mejia)

Dalla fine della dittatura di Alberto Fujimori, la rimozione dei presidenti in Perù è diventata una procedura sempre più comune: c’entrano le frequenti accuse di corruzione, ma anche il fatto che per il parlamento è relativamente semplice riuscirci, per motivi più o meno fondati. Le procedure previste dalla Costituzione per farlo sono state usate per esempio lo scorso ottobre per rimuovere: Dina Boluarte, che si era allineata a posizioni di destra ed era stata accusata di non aver fermato l’aumento di omicidi ed estorsioni nel paese; l’ex insegnante di sinistra Pedro Castillo, in seguito al suo tentativo di sciogliere il parlamento nel dicembre del 2022; e il centrista Martín Vizcarra, il suo predecessore, accusato di corruzione.

Anche l’avvocato 39enne José Jerí, sostituito da Balcázar, era stato rimosso dall’incarico a febbraio per presunta corruzione.

L’aumento dei consensi per Álvarez lascia immaginare che il suo partito andrà bene anche nel voto per il parlamento, dove ci si aspetta che le forze politiche più presenti saranno comunque Forza Popolare, Rinnovamento Popolare e Insieme per il Perù, di sinistra. Quanto al voto presidenziale, ci sono altri candidati attorno al 5 per cento che però, date le grosse incertezze, potrebbero fare anche meglio.

Sono l’ex economista Alfonso López Chau, di centrosinistra; Jorge Nieto, ex ministro della Cultura e della Difesa nel governo del presidente Pedro Pablo Kuczynski tra il 2016 e il 2018; l’ex militare Wolfgang Grozo; e César Acuña, ex sindaco di Trujillo, la quarta città del paese.

C’è poi il parlamentare Roberto Sánchez, ex ministro degli Esteri e del Turismo, che si presenta come erede di Pedro Castillo con Insieme per il Perù. Sempre secondo il sondaggio di Ipsos sarebbe attorno al 9 per cento, e secondo gli analisti otterrà un gran numero di voti nelle zone rurali, le stesse che portarono alla vittoria di Castillo nel 2021. Lui lo ha sostenuto pubblicamente dal carcere, dove è detenuto per il tentativo di colpo di stato, e gli ha anche regalato il sombrero con cui aveva fatto campagna elettorale.

– Leggi anche: Il Perù ha un rapporto complicato con i presidenti