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  • Venerdì 10 aprile 2026

La strana conferenza stampa di Melania Trump su Epstein

La first lady l'ha convocata all'improvviso, mentre suo marito e il resto del mondo sono concentrati su altro

(Gent Shkullaku/ZUMA Press Wire)
(Gent Shkullaku/ZUMA Press Wire)
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Giovedì la first lady statunitense Melania Trump ha tenuto una bizzarra conferenza stampa alla Casa Bianca in cui ha negato di aver avuto rapporti di amicizia con Jeffrey Epstein, il finanziere accusato di aver sfruttato sessualmente decine di ragazze minorenni, morto suicida in carcere nel 2019. La conferenza era stata convocata all’improvviso e ha stupito giornalisti e addetti ai lavori per i contenuti e la scelta dei tempi.

Di Epstein infatti si era parlato molto nei mesi scorsi, dopo la pubblicazione di milioni di pagine legate al caso da parte del dipartimento di Giustizia. Allora suo marito, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, aveva fatto di tutto per distogliere l’attenzione dai suoi noti legami di amicizia con Epstein, e da settimane l’attenzione dei media si è completamente spostata sulla guerra contro l’Iran, che al momento non ha fatto altro che rafforzare il regime e creare problemi a mezzo mondo col blocco dello stretto di Hormuz. Non è chiaro insomma perché Melania Trump abbia deciso di tornare a parlare del caso proprio ora.

Melania Trump ha detto di non aver mai «avuto una relazione con Epstein» e di non essere una «vittima di Epstein». Ha continuato dicendo che «le false calunnie» che la collegano a Epstein «devono cessare subito», ha minacciato azioni legali nei confronti dei giornali e dei siti di news che ne hanno parlato (in particolare il Daily Beast, che l’anno scorso aveva scritto che la sua conoscenza con Donald Trump fosse nata proprio dalla comune frequentazione con Epstein) e ha invitato il Congresso a concedere alle donne che hanno subito gli abusi di Epstein «un’udienza pubblica». La first lady ha aggiunto che conosceva il finanziere soltanto in modo superficiale, perché «di tanto in tanto io e Donald venivamo invitati alle stesse feste a cui andava lui».

Un portavoce di Melania Trump rimasto anonimo ha detto al New York Times che il presidente sapeva che la moglie avrebbe convocato la conferenza, ma non l’argomento che avrebbe trattato. Anche Jacqueline Alemany, giornalista del canale televisivo MS NOW, ha riferito che Donald Trump le ha detto in una telefonata che non sapeva di cosa avrebbe parlato Melania.

Anche i cronisti più vicini all’amministrazione Trump l’hanno descritta come un’iniziativa incomprensibile e sconveniente. Jacqui Heinrich, corrispondente alla Casa Bianca per l’emittente Fox News, ha detto che ha provato a parlare con tutti i suoi contatti per comprenderne le motivazioni, senza riuscire a venirne a capo. «Non è chiaro perché la first lady abbia scelto di tenere la conferenza stampa in un momento in cui la Casa Bianca sta cercando di voltare pagina rispetto alla vicenda Epstein, che ha pesato sul secondo mandato del marito», ha scritto invece il New York Post, tabloid della città di New York di orientamento conservatore e che ha sempre sostenuto Trump.

Nonostante le dichiarazioni, non ci sono troppi dubbi sul fatto che Melania Trump conoscesse personalmente sia Epstein che Ghislaine Maxwell, ex compagna e socia del finanziere. È stata fotografata con Epstein più volte durante una festa organizzata nel 2000 a Mar-a-Lago beach, la lussuosa residenza di Donald Trump in Florida. E a gennaio il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti aveva pubblicato una e-mail che Melania Trump inviò a Maxwell nel 2002 per complimentarsi di un lusinghiero articolo uscito sul New York Magazine.

– Leggi anche: I rapporti tra Epstein e Israele

Negli ultimi mesi l’amministrazione Trump ha ricevuto molte critiche per la sua maldestra gestione degli “Epstein files”, i documenti raccolti durante il processo a Jeffrey Epstein. Lo scorso novembre, dopo una lunga campagna di pressione, il Congresso aveva approvato una legge che obbligava il governo a pubblicare tutti i documenti.

Poi, a gennaio, il dipartimento di Giustizia aveva pubblicato più di tre milioni di pagine, 180mila immagini e 2mila video: l’ex procuratrice generale Pam Bondi (licenziata da Trump a inizio aprile) aveva detto di aver divulgato gli “Epstein files” nella loro interezza. Dopo la pubblicazione però c’erano state nuove critiche, legate al fatto che non erano state oscurate delle informazioni che permettevano di identificare alcune delle donne che avevano subìto gli abusi.

A marzo il dipartimento aveva pubblicato nuovi documenti, sostenendo che inizialmente erano stati omessi per via di un «errore di classificazione». Tra questi ce n’erano anche alcuni in cui una donna accusava Donald Trump di averla stuprata negli anni Ottanta, quando aveva tra i 13 e i 15 anni.