La Sardegna ha approvato una legge sul salario minimo per chi lavora negli appalti pubblici

La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, Cagliari, 31 marzo 2026 (Ansa)
La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, Cagliari, 31 marzo 2026 (Ansa)

Il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato una legge che introduce una sorta di salario minimo nei contratti legati a appalti e concessioni pubbliche, fissando una soglia di nove euro l’ora per le retribuzioni.

Con questo provvedimento la Sardegna si unisce ad altre regioni, tra cui Puglia e Toscana. La presidente della Sardegna Alessandra Todde, del Movimento 5 Stelle, ha detto che «con questa legge si fissa un principio chiaro: il lavoro deve essere tutelato e adeguatamente retribuito». L’aula ha dato il via libera al testo con 27 voti favorevoli e l’astensione dell’opposizione (17 votanti). La norma istituisce anche un comitato regionale per il monitoraggio della qualità del lavoro e per garantire che le misure introdotte vengano applicate.

I partiti che fanno parte del governo Meloni sono storicamente contrari al salario minimo legale. E tutte le leggi regionali finora approvate – che non riguardano propriamente il salario minimo che per definizione dovrebbe valere per tutti i lavoratori – menzionano il termine “salario minimo”, dando così un significato politico paragonabile alle loro iniziative. La soglia di nove euro l’ora indicata dalla legge sarda, così come dalle altre leggi regionali, è peraltro la stessa della proposta di legge sul salario minimo che i partiti di opposizione avevano presentato nel 2023. Una proposta di legge che venne poi molto modificata dai partiti di maggioranza, molto discussa in parlamento e che fu infine accantonata proprio per l’opposizione della maggioranza.