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  • Mercoledì 8 aprile 2026

L’unica cosa da fare con la frana di Petacciato, in Molise

È aspettare che si fermi, perché è troppo estesa e imprevedibile, e inoltre si muove in modo peculiare

La crepa in una strada causata dalla frana di Petacciato
La crepa in una strada causata dalla frana di Petacciato (Vignale/LaPresse)
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Martedì mattina nell’arco di poche ore i binari della linea ferroviaria lungo la costa adriatica si sono disallineati di circa 10 centimetri: è la conseguenza evidente di una frana molto estesa avvenuta all’altezza di Petacciato, un paese di 3.500 abitanti in provincia di Campobasso, in Molise. La circolazione dei treni sulla linea ferroviaria è stata sospesa e un tratto dell’autostrada A14 è stato chiuso al traffico, rendendo molto complicati gli spostamenti tra nord e sud.

Il presidente del Molise Francesco Roberti e i sindaci della zona hanno chiesto alla Protezione civile quando sarà possibile riaprire le strade e dare informazioni puntuali alla popolazione, ma una risposta non c’è. Quando si pensa a una frana ci si immagina un fronte da cui cadono massi e terra, come accaduto a gennaio a Niscemi, in Sicilia, ma la frana di Petacciato è così grande che non è facile osservarne i segnali e soprattutto è impossibile contenerla: bisogna solo aspettare che si fermi.

La frana di Petacciato non è nuova: lo scivolamento del terreno in questa zona è noto da decenni e infatti nelle ultime ore diversi geologi hanno parlato di “riattivazione”. Il fronte è lungo circa 4 chilometri e va dall’area a nord del paese fino al mare. L’autostrada A14, la linea ferroviaria e la statale adriatica passano parallele proprio a poca distanza dal mare.

Come ha spiegato il geologo Francesco Fiorillo in uno studio pubblicato nel 2003 su Engineering Geology, alla base di questa enorme porzione di terreno ci sono argille azzurre sopra cui nel corso dei millenni si sono depositati strati di sabbie e ghiaie più dure, per uno spessore che in alcuni punti arriva a quaranta metri. È proprio su questo strato superiore, il più solido, che nel corso dei secoli è stato costruito il paese di Petacciato. Tutti questi strati sono inclinati di circa 7 gradi verso il mare.

Le argille alla base hanno una caratteristica che le rende insidiose: quando si inzuppano d’acqua perdono la loro resistenza e diventano viscose, più morbide. Questa condizione, unita alla pendenza del terreno, porta alla riattivazione della frana.

Il movimento non è improvviso e verticale, ma più complesso, perché risultato di un sistema di frane sovrapposte e intrecciate: è come se il terreno ruotasse su se stesso tutto insieme intorno a un perno invisibile, mentre nella parte bassa della frana il materiale scivola verso il mare. «Dopo ogni riattivazione, sulla spiaggia di Petacciato è possibile vedere lingue di argilla del substrato che affiorano, sollevate dal movimento», dice Fiorillo.

La riattivazione della frana di Petacciato è difficile da prevedere perché non dipende soltanto da un fenomeno atmosferico intenso, come sono state le piogge abbondanti della scorsa settimana. Conta piuttosto la quantità di acqua che si accumula nel sottosuolo nel corso di diverse settimane o addirittura mesi, dovuta a una stagione di piogge abbondanti e al disgelo della neve. Quando piove a lungo, l’acqua mette sotto pressione le argille alla base, riducendone la resistenza e lubrificando la superficie di scorrimento degli strati superiori. I dati storici mostrano che le riattivazioni avvengono quasi sempre dopo lunghi periodi piovosi, non dopo un singolo temporale.

Fiorillo dice che è impossibile contenere il movimento della frana: «Semplificando, possiamo dire che lo scatto dura poche ore e al termine di questo movimento il pendio trova una stabilizzazione temporanea fino a nuove riattivazioni, che solitamente hanno una frequenza di almeno 15 anni». In questa fase di emergenza l’unica cosa da fare è aspettare che la frana si fermi per iniziare a riparare i danni alla linea ferroviaria e alle strade.

Il capo dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano ha detto che i tempi saranno molto lunghi: «Se ci aspettiamo un ripristino in 5-7 giorni dell’autostrada A14 e della linea ferroviaria siamo fuori strada».