Il Regno Unito ha vietato l’ingresso a Kanye West

Per le sue numerose dichiarazioni antisemite non si potrà esibire al Wireless Festival di Londra, che quindi è stato cancellato

Kanye West al Coachella Festival a Indio, in California, nell'aprile del 2019 (Amy Harris/Invision/AP)
Kanye West al Coachella Festival a Indio, in California, nell'aprile del 2019 (Amy Harris/Invision/AP)
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Dopo giorni di polemiche e discussioni che hanno coinvolto anche il primo ministro Keir Starmer, il governo del Regno Unito ha deciso che il rapper statunitense Kanye West non potrà entrare nel paese, dove era previsto che si esibisse in un festival musicale a Londra a luglio. Le ragioni sono legate alle numerose dichiarazioni antisemite espresse da West nell’ultimo anno, che il rapper aveva poi provato a rinnegare con alcune raffazzonate scuse recenti.

A West è stata negata l’autorizzazione elettronica necessaria dall’anno scorso per entrare nel Regno Unito: alla BBC il ministero dell’Interno britannico ha detto che la sua presenza «non sarebbe stata nell’interesse pubblico». Il rapper doveva suonare come headliner, l’artista principale, in tutte e tre le serate del Wireless Festival in programma a Londra tra il 10 e il 12 luglio. Il festival è stato immediatamente cancellato, anche perché diversi sponsor, tra cui Pepsi, si erano ritirati dopo le polemiche.

West, uno dei più importanti musicisti hip hop degli ultimi vent’anni, è tornato in questi giorni a esibirsi dal vivo in una serie di imponenti concerti in Nord America, seguiti alla pubblicazione del suo ultimo disco Bully, con la quale ha provato a fare un grande ritorno sulle scene dopo anni in cui era caduto in disgrazia.

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Tra le molte cose riprovevoli fatte e dette, ancora meno di un anno fa West aveva pubblicato delle canzoni esplicitamente antisemite, che contenevano campionamenti di veri discorsi di Adolf Hitler e diffuse apologie di nazismo. Solo qualche mese fa aveva messo in vendita sulla piattaforma Shopify una serie di magliette con la svastica. A gennaio aveva poi comprato un’intera pagina pubblicitaria sul Wall Street Journal, uno dei più importanti quotidiani al mondo, per scusarsi dei suoi attacchi contro gli ebrei e la comunità afroamericana (di cui peraltro lui stesso fa parte). West si era detto «profondamente mortificato» e aveva attribuito i suoi comportamenti a un disturbo bipolare, che gli era stato diagnosticato tardivamente.

Poco prima della decisione delle autorità britanniche, il rapper aveva detto che gli sarebbe piaciuto incontrare persone della comunità ebraica nel Regno Unito. L’organizzazione britannica Campaign Against Antisemitism si è complimentata con la decisione del governo di impedirgli l’ingresso nel paese.

La partecipazione di West al festival londinese aveva creato un ampio dibattito nazionale. Il primo ministro Laburista Keir Starmer aveva definito la sua possibile presenza all’evento «profondamente preoccupante», mentre il Partito Conservatore aveva fatto pressioni per rifiutargli l’ingresso nel paese, sostenendo che permettere a qualcuno con la sua reputazione di partecipare a un grande evento pubblico avrebbe «mandato il messaggio sbagliato».

Lo scorso luglio a Kanye West era già stato negato l’ingresso in Australia (il paese della moglie Bianca Censori) a causa di una sua canzone intitolata “Heil Hitler”, che fu rimossa sia da Apple Music che da Spotify e YouTube. Il prossimo 18 luglio il rapper ha in programma un suo concerto a Reggio Emilia, il primo in Italia dopo molti anni: il sindaco Marco Massari e la giunta comunale avevano a loro volta preso le distanze dall’evento, dicendo che le dichiarazioni e i comportamenti attribuiti a Kanye West «non riflettono in alcun modo i valori civili, democratici e costituzionali» della città.

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