Cosa c’entrano le uova e i conigli con la Pasqua
Sono tra i simboli più associati alla festività perché entrambi, in modo diverso, richiamano la rinascita e la fertilità

La Pasqua è la festività più importante del calendario cristiano: secondo la tradizione celebra la resurrezione di Gesù Cristo, e nel tempo è diventata festa e giorno di riposo anche per i non credenti.
La Pasqua si festeggia di domenica perché nei Vangeli è scritto che il sepolcro vuoto di Gesù Cristo venne scoperto il giorno successivo al sabato. La data tuttavia cambia di anno in anno per via del fatto che da quasi 1.700 anni per calcolare il giorno esatto di festa si tiene conto del calendario lunare: per la Chiesa cattolica, la Pasqua si festeggia la domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera, che capita in diversi giorni del calendario solare (cioè quello che usiamo oggi).
La Pasqua è anche una festività ricca di simbologia, la cui origine a volte non è immediatamente chiara. Per esempio uno dei simboli più antichi e diffusi della Pasqua sono le uova, ma perché? Già i primi cristiani le utilizzavano come elemento simbolico: venivano dipinte di rosso per ricordare il sangue di Gesù Cristo e decorate con croci o altri segni religiosi. Secondo una leggenda popolare sembra che Maria Maddalena avesse annunciato la risurrezione di Gesù all’imperatore romano Tiberio mostrandogli un uovo dipinto di rosso, che rappresentava il sangue di Cristo e quindi la redenzione dell’umanità.
La tradizione delle uova dipinte esiste ancora oggi in molti paesi ortodossi e dell’Europa orientale. Il significato era piuttosto intuitivo: dall’uovo nasce la vita, e quindi rappresentava la resurrezione e la rinascita.
Molto probabilmente la diffusione delle uova pasquali fu rafforzata anche dalle regole della Quaresima, il periodo di quaranta giorni che precede la Pasqua, durante il quale i cattolici sono invitati alla penitenza e al digiuno. In passato, oltre alla carne, era vietato mangiare anche le uova (come avviene ancora oggi nelle Chiese). Questo creava un problema pratico: le galline continuavano a deporre uova, che però non potevano essere consumate. Per conservarle, si iniziò a bollirle, e alla fine della Quaresima venivano poi decorate e mangiate durante i festeggiamenti. Da qui si sarebbe sviluppata la tradizione delle uova pasquali.
Oggi quando pensiamo alle uova di Pasqua pensiamo alla loro versione di cioccolato, che è relativamente recente. Nella seconda metà dell’Ottocento, grazie ai progressi nella lavorazione del cacao, divenne possibile produrre uova di cioccolato cave. Già prima in Germania e soprattutto in Francia si producevano uova di cioccolato piene, ma erano difficili da realizzare: il cioccolato risultava fragile e poco lavorabile. I progressi tecnici dell’Ottocento permisero di ottenere una pasta più fluida e resistente, adatta agli stampi, rendendo possibile la produzione su scala industriale.
Nel 1875 l’azienda inglese Cadbury realizzò il primo uovo pasquale di cioccolato con una sorpresa all’interno. Nel 1905 introdusse anche le uova al cioccolato al latte, contribuendo alla loro diffusione su larga scala: ora quelle al latte sono le più vendute.
L’altro simbolo tipico della Pasqua è il coniglio. A differenza delle uova, il legame con la festività cristiana è meno diretto: nei Vangeli non è mai citato e non faceva parte dei simboli delle prime comunità cristiane. L’ipotesi più diffusa sul ruolo del coniglio a Pasqua potrebbe derivare dai riti precristiani sulla fertilità. Infatti nell’antichità il coniglio era considerato un simbolo di fertilità, per via della sua elevata capacità riproduttiva, ed era associato al rinnovarsi della vita dopo l’inverno.
Col tempo, questa simbologia si è sovrapposta alle celebrazioni pasquali, che cadono tra marzo e aprile, e il coniglio è diventato uno degli elementi più riconoscibili della festa, soprattutto nei paesi del Nord Europa e negli Stati Uniti, dove è spesso associato anche alla tradizione della caccia alle uova, durante la quale i bambini devono trovare delle uova nascoste. In questi paesi il coniglio pasquale lascia dei regali per i bambini: ha insomma un ruolo simile a quello di Babbo Natale nella notte tra il 24 e il 25 dicembre.
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