La moda degli auricolari col filo

Recentemente le vendite sono molto aumentate e piacciono soprattutto ai giovani per l'effetto vintage

(Moritz Scholz/Getty Images)
(Moritz Scholz/Getty Images)
Caricamento player

Secondo una recente ricerca di mercato, le vendite di cuffie e auricolari col filo sono aumentate del 20 per cento nelle prime settimane di quest’anno rispetto allo stesso periodo di quello precedente. È un dato che si spiega in parte con l’interesse delle giovani generazioni per tutti quei prodotti spariti dalla circolazione prima che loro nascessero o quando erano bambini, come i dischi in vinile o le macchine fotografiche digitali compatte.

In parte però ci sono anche dei vantaggi che giustificano la preferenza delle cuffie col filo: sono più economiche, non devono essere ricaricate, sono più difficili da perdere e hanno una vita media più lunga (anche 10 anni, contro i 2 o 3 di quelle wireless). Ma soprattutto sono più affidabili dal punto di vista della qualità audio.

Pur essendo un’alternativa più economica e meno tecnologica degli auricolari wireless, negli ultimi anni le cuffie con filo sono diventate una sorta di status symbol, specie tra attori, artisti e creator digitali. Celebrità come Paul Mescal, Bella Hadid e Charli xcx sono state fotografate mentre indossavano questi accessori, contribuendo a renderli di moda. E marchi di abbigliamento come Diesel hanno messo in vendita delle loro versioni.

Il declino delle cuffie con filo può essere fatto risalire al 2016, quando Apple presentò iPhone 7, un modello che fece particolarmente discutere proprio perché, per la prima volta, non aveva l’ingresso jack da 3,5 millimetri con cui collegare le cuffie allo smartphone. Con quella decisione, l’azienda incentivò (e per certi versi costrinse) il mercato ad adottare alternative senza fili, in grado di connettersi via Bluetooth. Contemporaneamente, Apple presentò gli AirPods, i suoi auricolari wireless, che si sono rivelati un enorme – e inatteso – successo.

Oggi le cuffie senza fili sono decisamente le più diffuse e usate, perché consentono di ascoltare musica dai propri dispositivi senza dover tenere il telefono vicino e senza limitazioni nei movimenti.

Per la generazione Z, quella dei nati tra il 1997 e il 2012, le cuffie col filo sono però un modo per esprimere una certa nostalgia per i primi anni Duemila, in cui gli smartphone e i social media non avevano ancora avuto impatto così forte sulle nostre vite.

Come per ogni moda, è difficile dire quando e dove sia nata. Un punto di svolta potrebbe essere stata la pubblicazione, nell’aprile del 2025, del singolo “Headphones On” della cantante statunitense 25enne Addison Rae. La canzone, che parla di come sia rassicurante ascoltare della musica e isolarsi dal mondo nei momenti più difficili, è accompagnata da un video in cui Rae indossa proprio un paio di cuffie col filo.

Le cuffie con filo hanno anche un’utilità anti sociale che quelle wireless non hanno. Prodotti come gli AirPods, infatti, spesso passano inosservati, coperti dai capelli o dai vestiti. Le cuffie col filo, invece, sono sempre visibili e funzionano come un cartello “do not disturb”, ha scritto il Guardian. Secondo Francesca Faccani, News & Lifestyle editor di Vogue Italia, sono uno strumento ideale per «mettere in scena un temporaneo distacco dalla realtà».

A rendere questi accessori di moda contribuisce poi una tendenza più ampia, cioè il recupero di estetiche e generi musicali che erano in voga circa venticinque anni fa. Lo dimostrano l’interesse per l’estetica Y2K, cioè dei primi anni Duemila, con il ritorno di marchi d’un tempo, e il rilancio dell’indie sleaze, quello stile volutamente trasandato, fatto di abiti strappati, capelli spettinati e trucco sbavato, diffuso in quegli anni. In questo contesto, scegliere un paio di EarPods con filo (che costano 19 euro sul sito di Apple) al posto degli AirPods (che costano dai 149 euro in su) finisce per essere la scelta più “cool”.

C’è infine, come dicevamo, un vantaggio più tecnico: le cuffie col cavo offrono in genere una resa audio migliore delle alternative wireless. Secondo Chris Thomas, redattore del sito specializzato SoundGuys, alcune aziende producono ormai auricolari senza fili di grande qualità, ma per il mercato generalista le cuffie col cavo restano la scelta migliore. Persino un prodotto Bluetooth di fascia alta, del resto, può dare prestazioni inferiori in caso di problemi di connessione: «Col filo, invece, basta collegarlo e funziona», ha detto Thomas alla BBC.