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I nuovi iPhone 7, senza jack per le cuffie

Apple ha tolto dai suoi nuovi smartphone uno degli standard più diffusi e longevi di sempre, e non tutti sono contenti

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nuovi iPhone 7 sono stati presentati da Apple il 7 settembre a San Francisco, e la novità più vistosa introdotta nella nuova versione dello smartphone più conosciuto al mondo – come avevano anticipato numerosi siti e giornali di tecnologia – è stata l’eliminazione della classica uscita audio da 3,5 millimetri, quella circolare in cui si infilano le cuffie per ascoltare la musica o per telefonare con gli auricolari. La scelta di Apple di sbarazzarsi di uno degli standard più noti e popolari, che hanno contribuito alla diffusione dell’ascolto della musica personale e in solitaria, sta facendo discutere da molti mesi e ha portato – come accade spesso in questi casi – a un dibattito piuttosto acceso tra contrari e favorevoli al cambiamento.

Il jack da 3,5 millimetri
Il connettore jack ha una lunga storia alle sue spalle: fu inventato alla fine dell’Ottocento per l’utilizzo da parte dei centralini telefonici e, benché negli anni abbia subito modifiche e qualche evoluzione, può essere considerato tra i più vecchi standard esistenti nei sistemi che funzionano con energia elettrica. Grazie alla sua enorme diffusione, il suo spinotto è molto conosciuto e facilmente riconoscibile, anche da chi non sa come si chiama: è il coso delle cuffie. Ha una forma cilindrica e dispone di diversi contatti, separati tra loro da un piccolo anello di gomma o plastica che fa da isolante. Il jack più diffuso è quello da 3,5 millimetri (il nome completo è mini-jack) e viene utilizzato per cuffie e auricolari, da collegare a lettori mp3, lettori CD, schede audio, amplificatori e ai walkman, per i più nostalgici.

Il jack da 3,5 millimetri è diffusissimo ed è tra i connettori più semplici che esistano: la sua forma cilindrica rende impossibile errori nel collegamento a un’uscita audio, a differenza delle classiche porte USB, che hanno un solo verso per l’inserimento del connettore (le cose stanno cambiando con le nuove USB-C). Praticità d’uso e adozione da parte di tutti i produttori hanno contribuito negli anni al successo del mini-jack, facendo sopravvivere un pezzo di tecnologia vecchio più di un secolo in dispositivi modernissimi come smartphone e tablet.

Perché Apple se l’è presa col mini-jack
Il motivo ufficiale per la rimozione dell’ingresso per i mini-jack sugli iPhone 7 da parte di Apple lo ha spiegato Phil Schiller, vicepresidente per il product marketing, durante l’evento di oggi: “dobbiamo essere coraggiosi nel cambiamento”, ha detto, aggiungendo che era ora per gli smartphone di abbandonare un formato vecchio, sostituendolo con qualcosa di nuovo e che possa migliorare l’esperienza di ascolto. Ci sono però anche altri motivi, tecnici per esempio: l’ingresso audio da 3,5 millimetri occupa spazio e richiede l’utilizzo di adattatori per la gestione del segnale elettrico, complicando la vita ai progettisti degli smartphone. La sua rimozione consente quindi di recuperare spazio che può essere usato per ottimizzare la disposizione dei circuiti, e al tempo stesso permette di fare telefoni più sottili, recuperando qualche millimetro. Secondo alcuni, inoltre, Apple ha deciso di rimuovere l’uscita audio da 3,5 millimetri per rendere gli iPhone più resistenti all’acqua, caratteristica chiesta da tempo dagli utenti. L’obiezione è che in commercio ci sono da tempo smartphone completamente impermeabili, alcuni modelli Samsung per esempio, che continuano a utilizzare la classica uscita audio.

Un altro motivo per cui Apple ha tolto la possibilità di infilare un mini-jack negli iPhone 7 è probabilmente legato alla volontà di avere un maggiore controllo sullo smartphone, imponendo un proprio standard agli altri produttori. Per ascoltare la musica via cavo sarà infatti necessario l’utilizzo di cuffie con un connettore Lightning, uguale a quello del cavo che si utilizza per ricaricare gli iPhone o per fare il backup dei loro dati su computer. Apple potrà aggiungere nuovi sistemi di controllo e opzioni per i nuovi modelli di cuffie, perché Lightning permette la trasmissione di dati e funzioni più avanzate rispetto a quelle del mini-jack. Maggiore controllo dovrebbe tradursi anche nella possibilità di avere accessori per l’ascolto della musica che consumano meno batteria, proprio grazie all’utilizzo di Lightning e alla possibilità di trasmettere il segnale audio in digitale e non direttamente in analogico come avviene con le cuffie da 3,5 millimetri. Resterà però il problema per tutti i vecchi accessori e le cuffie con mini-jack.

Adattatore
Oltre a un paio di auricolari con connettore Lightning, nella confezione dei nuovi iPhone 7 c’è un adattatore per potere utilizzare cuffie e altri dispositivi con mini-jack. Questa soluzione dovrebbe ridurre il problema soprattutto per chi ha cuffie supercostose e comprate da poco, che altrimenti sarebbero inutilizzabili con il nuovo iPhone.

Wireless
La rimozione dell’uscita audio è legata anche alla scelta di Apple di incentivare il passaggio ad auricolari e cuffie senza fili, che si collegano agli iPhone tramite il suo nuovo chip wireless W1. In molti casi, le cuffie wireless sono una soluzione più pratica per l’ascolto della musica, soprattutto quando si è in giro o si sta facendo attività fisica. Apple ha lavorato a un proprio paio di cuffie che si chiamano AirPods e ne introdurrà altre con la complicità di Beats, azienda specializzata nella produzione di accessori per ascoltare la musica, acquisita proprio da Apple un paio di anni fa.

Critiche
La rimozione della classica uscita audio ha ricevuto diverse critiche, soprattutto dai sostenitori dei formati e degli standard aperti. La principale preoccupazione è legata al fatto che Lightning non è uno standard condiviso e diffuso oltre il mondo Apple: chi avrà un paio di cuffie Lightning potrà utilizzarle solo su un iPhone e non con il vecchio stereo di casa o su un altro cellulare, salvo non faccia ricorso a un adattatore (che resta una complicazione). Il direttore del sito di tecnologia The Verge, Nilay Patel, lo scorso giugno ha scritto che la decisione di eliminare il mini-jack è “stupida e ostile nei confronti degli utenti”, sostenendo che non se ne sentiva la necessità.

Secondo Patel e altri osservatori, l’utilizzo di un formato digitale proprietario come Lightning, al posto dell’uscita analogica per i mini jack, favorirà ulteriormente il controllo dei distributori sulla musica digitale. Gli iPhone potranno verificare il tipo di accessorio cui vengono collegati per la riproduzione della musica, consentendo a chi vende i file musicali di scegliere quali dispositivi accettare come “compatibili”. Limitazioni di questo tipo, ancora difficili da prevedere, potrebbero avere un impatto su tutti gli utenti e le loro abitudini. Altri hanno ricordato però che oggi le tecnologie per la trasmissione della musica senza fili non sono un granché, e che di conseguenza ne risente la qualità dell’audio che si ascolta in cuffia. Per un certo tipo di ascolto, quindi, il cavo è ancora imbattuto, dicono i puristi, che però sono anche critici sul formato mp3 e più in generale sulla resa audio di dispositivi portatili come gli iPhone.

Addio Jack.