• Mondo
  • Giovedì 2 aprile 2026

Trump ha licenziato la procuratrice generale Pam Bondi

Lo ha detto lui stesso annunciando che verrà sostituita col suo vice Todd Blanche: c'entra probabilmente la gestione di Bondi del caso Epstein

(AP Photo/Alex Brandon, Pool)
(AP Photo/Alex Brandon, Pool)
Caricamento player

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha licenziato la procuratrice generale Pam Bondi, che aveva una carica simile a quella che in Italia ha una ministra della Giustizia. Lo ha detto lo stesso Trump sul suo social Truth, annunciando che Bondi verrà intanto sostituita con il vice di lei, Todd Blanche.

Al momento si sa ancora poco sui motivi della decisione di Trump: fonti vicine al governo ascoltate da diverse testate statunitensi dicono che il presidente era sempre più insoddisfatto del lavoro di Bondi per la sua gestione del cosiddetto “caso Epstein”, diventato un grosso problema politico per l’amministrazione di Trump.

A Bondi era stato inoltre affidato l’incarico di condurre delle indagini «politicamente motivate», come scrive il New York Times, su persone che Trump considera avversari politici, come il senatore Democratico Adam Schiff e la procuratrice generale di New York Letitia James (Democratica, e che ha condotto alcune importanti indagini contro Trump negli anni passati). A settembre, sempre su Truth, Trump si era lamentato del fatto che queste indagini procedevano a rilento, dicendo che tutto questo stava «uccidendo la reputazione e la credibilità» del governo.

Trump ha detto che a Bondi verrà assegnato un ruolo nel settore privato, senza specificare quale: ha aggiunto che darà dettagli al riguardo prossimamente.

L’intero mandato di Bondi è stato segnato da critiche sulla sua gestione dei cosiddetti “Epstein files”, i documenti raccolti durante il processo a Jeffrey Epstein, ricco finanziere di New York condannato per aver sfruttato sessualmente ragazze minorenni e poi morto suicida in carcere. I suoi collegamenti con molte persone ricche e potenti, compreso Trump (oltre a varie teorie complottiste che ne sono scaturite), sono diventati un grosso problema per la sua amministrazione, che ha cercato in vari modi di distogliere l’attenzione dal caso, spesso con posizioni contraddittorie, senza riuscirci.

Bondi era al centro del problema: come procuratrice generale aveva inizialmente promesso di rendere pubblici questi documenti, ma aveva deciso di farlo solo dopo una lunga campagna di pressione che aveva portato all’approvazione al Congresso di una legge che obbligava il governo a pubblicare tutti i documenti. Dopo la pubblicazione c’erano state nuove critiche, legate al fatto che non erano state oscurate delle informazioni che permettevano di identificare alcune delle donne che avevano subìto gli abusi.

– Leggi anche: All’audizione sul caso Epstein Pam Bondi ha fatto uno show

Quello di Bondi è il terzo grosso licenziamento deciso da Trump nell’ultimo anno, dopo quello del consigliere per la Sicurezza nazionale degli Stati Uniti Mike Waltz e, più recentemente, della segretaria alla Sicurezza nazionale Kristi Noem. Da quando Trump è stato rieletto molti commentatori politici hanno notato come l’assenza di frequenti licenziamenti e sostituzioni rappresenti una rottura piuttosto evidente con il suo primo mandato. Tra il 2017 e il 2020 una delle frasi pronunciate più spesso da Trump in televisione era infatti: “You’re fired”, e cioè “sei licenziato”, resa tra l’altro famosa dal reality show The Apprentice.

Bondi ha 60 anni ed è stata la prima procuratrice donna della Florida, concentrandosi, durante l’incarico che ha ricoperto dal 2011 al 2019, sulla lotta al traffico di droga e di minori. Ha sostenuto battaglie legali di parte, come l’opposizione ai matrimoni tra persone dello stesso sesso e alla legalizzazione della marijuana a fini terapeutici. E si era anche unita al tentativo di ribaltare l’Affordable Care Act, la riforma sanitaria fortemente voluta da Barack Obama e approvata durante la sua presidenza. Dal 2019 Bondi ha iniziato a lavorare come lobbista per Ballard Partners, un’importante società con sede in Florida e gestita da Brian Ballard, stretto collaboratore e finanziatore di Trump. Dopodiché ha guidato il ramo legale dell’America First Policy Institute, un think tank di destra che ha stretti legami con Trump. Aveva infine fatto parte del team legale di Trump durante il suo primo impeachment, cioè la rimozione forzata da un incarico governativo.