Artemis II giorno per giorno

Il programma di cosa prevede il viaggio intorno alla Luna dei quattro astronauti da qui all'11 aprile

di Emanuele Menietti

Il lancio di Artemis II da Cape Canaveral, Florida, Stati Uniti, 2 aprile 2026 (AP Photo/Phelan M. Ebenhack)
Il lancio di Artemis II da Cape Canaveral, Florida, Stati Uniti, 2 aprile 2026 (AP Photo/Phelan M. Ebenhack)
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Dalle prime ore di giovedì 2 aprile, quattro astronauti sono nello Spazio per una missione come non se n’erano più viste negli ultimi 50 anni: lasciare l’orbita terrestre e fare un giro intorno alla Luna. Artemis II della NASA, e delle altre agenzie che collaborano alla missione, ha l’obiettivo di sperimentare i sistemi di bordo in vista delle future spedizioni con astronauti e astronaute che raggiungeranno il suolo lunare.

È la missione con astronauti più ambiziosa dai tempi del programma Apollo tra gli anni Sessanta e Settanta, e prevede un calendario serrato di attività sia per il centro di controllo della NASA qui sulla Terra sia per l’equipaggio. Per chi vuole seguire i vari passaggi, la NASA documenta alcuni di questi momenti in una diretta su YouTube dalla capsula Orion, che ospita gli astronauti.

– Ascolta anche lo speciale di Ci vuole una scienza: Intorno alla Luna

Ogni attività è stata programmata nel minimo dettaglio e al minuto, quindi sappiamo già che cosa dovrà accadere nei prossimi giorni e nelle prossime ore. Lavorare nello Spazio non è però semplice e ci potrebbe essere qualche imprevisto, con una revisione di alcuni orari rispetto al programma definito dalla NASA. Tutte le ore sono riferite all’orario italiano.

Giovedì 2 aprile
Dopo la partenza alle 00:35 da Cape Canaveral in Florida, la capsula Orion si è separata dal potente razzo Space Launch System. Ha aperto i pannelli solari per alimentare i propri sistemi di bordo e ha svolto diverse manovre per aumentare la distanza dalla Terra, quindi per avere un’orbita più alta.

Il resto della giornata viene dedicato alla verifica dei sistemi, alla collocazione in orbita di alcuni piccoli satelliti (CubeSat) per altri esperimenti e a diverse ore di riposo per gli astronauti, dopo la loro turbolenta partenza dalla Terra.

L’equipaggio di Artemis II poco prima di entrare nella capsula spaziale Orion; da sinistra: Jeremy Hansen, Victor Glover, Reid Wiseman e Christina Koch, Cape Canaveral, Florida (AP Photo/Chris O’Meara)

Venerdì 3 aprile
Il pezzo forte della giornata è alle 2:12 del mattino, quando saranno accesi i motori per svolgere un inserimento translunare. In altre parole, Orion lascerà l’orbita terrestre per iniziare il viaggio per coprire la distanza di 400mila chilometri tra la Terra e la Luna.

È un momento cruciale della missione, non solo perché determinerà tutto il resto del viaggio, ma anche perché dal 1972 nessun altro essere umano aveva lasciato l’orbita della Terra spingendosi poi così lontano.

Intorno alle 23 i motori saranno accesi nuovamente, per una correzione della traiettoria orbitale.

(Nasa.gov)

Sabato 4 aprile
La giornata di viaggio sarà divisa tra alcune attività di correzione della traiettoria ed esercitazioni per gli astronauti.

Alle 2:40 lavoreranno ad alcuni test per verificare la possibilità di svolgere la rianimazione cardiopolmonare, un’importante manovra salvavita in caso di arresto cardiaco. È una prova importante per capire quali procedure e protocolli seguire in caso di emergenze mediche.

Intorno alle 6 del mattino ci sarà invece un test per verificare le capacità di comunicazione con il Deep Space Network (DSN), la rete globale di enormi antenne che la NASA e le altre agenzie spaziali usano per comunicare con le missioni spaziali oltre l’orbita terrestre. Il DSN in questi anni è stato usato quasi esclusivamente per missioni robotiche.

Domenica 5 aprile
Poco prima dell’1 di notte Orion accenderà di nuovo i sistemi di propulsione per una nuova correzione della traiettoria.

Nelle ore seguenti gli astronauti lavoreranno con il centro di controllo alla revisione del piano per il passaggio ravvicinato alla Luna. In particolare faranno prove e verifiche sui sistemi per svolgere le riprese, che saranno poi mostrate sulla Terra.

Intorno alle 21 gli astronauti faranno un test rapido delle loro tute spaziali.

Lunedì 6 aprile
Poco prima delle 6 del mattino ci sarà una nuova correzione di traiettoria, seguita dall’ingresso nella sfera d’influenza lunare alle 7:34.

In questa fase la gravità della Luna è più determinante rispetto a quella della Terra e quindi Orion inizierà a “cadere” verso la Luna, accelerando. È in pratica il momento in cui la capsula viene “agganciata” dalla gravità lunare.

Alle 22:35 inizia il vero e proprio “flyby lunare”, altro momento cruciale della missione. È il giro intorno alla Luna: Orion la supera e le gira alle spalle (dal nostro punto di osservazione), passando lungo la faccia nascosta della Luna stessa.

Martedì 7 aprile
Poco prima delle 2 di notte, Orion raggiungerà il punto più vicino alla Luna del proprio giro e qualche minuto dopo il punto di massima distanza dalla Terra.

Orion si spingerà fino a circa 7.600 chilometri dalla faccia nascosta della Luna, segnando un nuovo record di distanza complessiva dalla Terra. Per 30-50 minuti gli astronauti non potranno comunicare con la Terra.

Alle 20:22 Orion uscirà della sfera d’influenza lunare e inizierà la lenta caduta che la porterà a tornare sulla Terra, con la capsula attratta dalla sua gravità. L’equipaggio alle 21:45 farà un resoconto scientifico al centro di controllo della NASA.

Mercoledì 8 aprile
Alle 4:58 è prevista una nuova correzione della traiettoria per il ritorno verso la Terra, mentre il resto della giornata sarà pressoché libero per gli astronauti, per riposarsi dopo le attività legate al giorno precedente intorno alla Luna.

Giovedì 9 aprile
Alle 2:25 sarà effettuata una prova di schermatura dalle radiazioni, un test critico per la sicurezza degli astronauti. A grande distanza dalla Terra, l’equipaggio non è protetto dal campo magnetico terrestre e ci sono quindi maggiori rischi legati alle radiazioni, derivanti per lo più da eventuali tempeste solari.

Orion è dotato di sensori per rilevare i livelli di radiazioni, e gli astronauti indossano ulteriori rilevatori. Nel caso di un allarme, possono usare borse di rifornimenti, sacche d’acqua e altri materiali di bordo per creare un rifugio che offra una migliore protezione. Acqua e cibo sono molto efficaci nel fare da scudo alle radiazioni a quei livelli.

Alle 4:55 sarà svolto invece un test di pilotaggio manuale di Orion, per verificarne la manovrabilità anche nel caso di malfunzionamenti dei computer di bordo.

A fine giornata gli astronauti si sottoporranno a un test ortostatico, cioè alla misurazione della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca in diverse posizioni, in modo da verificare se possano soffrire di vertigini, nausea o tachicardia durante il rientro sulla Terra.

Orion durante la missione Artemis I (Nasa)

Venerdì 10 aprile
Alle 5:08 sarà eseguita una nuova correzione della traiettoria, seguita da un’ulteriore manovra intorno alle 21. Due ore dopo, alle 23, inizieranno le attività di preparazione per il rientro.

Sabato 11 aprile
All’1:48 il modulo di servizio, quello che contiene diverse strumentazioni e il motore principale di Orion, si separerà dal modulo dell’equipaggio dove invece vivono gli astronauti.

Il solo modulo dell’equipaggio smette di essere un veicolo prettamente spaziale e diventa un veicolo atmosferico. Alle 2:08 iniziano le attività per orientare lo scudo termico di Orion verso la direzione di ingresso nell’atmosfera, in modo che le alte temperature che si producono non danneggino il resto della capsula spaziale.

Dopo essere precipitata per più di cento chilometri, la capsula apre i paracadute e intorno alle 2:21 del mattino si posa nell’oceano Pacifico. Entro un paio d’ore le squadre di recupero e di soccorso raggiungono la capsula e aiutano i quattro astronauti a uscirne, dopo il loro viaggio lunare.