Un peacekeeper delle Nazioni Unite è stato ucciso nel sud del Libano

La missione delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL) ha detto che domenica uno dei suoi peacekeeper è stato ucciso dall’esplosione di un proiettile vicino a una postazione nella zona di Aadchit El Qsair, nel sud del paese. I peacekeeper sono militari inviati dall’ONU con lo scopo di mantenere la pace in particolari aree del mondo. Un altro è stato ferito gravemente.
UNIFIL opera nella zona del confine tra Israele e Libano con lo scopo di garantirne il rispetto e di cercare di ottenere una tregua stabile tra i due paesi. È una zona di frequenti attacchi reciproci tra l’esercito israeliano e il gruppo politico e militare libanese di Hezbollah. Il ministero degli Esteri dell’Indonesia ha confermato che la persona uccisa era di nazionalità indonesiana. In un comunicato, la missione UNIFIL ha spiegato che l’origine del proiettile non è certa e dice di aver avviato un’indagine per chiarirlo.
La missione UNIFIL fu istituita dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nel 1978 e da allora rinnovata più volte: oggi impegna circa 10mila soldati di 50 paesi diversi, oltre ad alcune centinaia di civili libanesi e internazionali che lavorano nelle sue basi. Nell’autunno del 2024, durante gli attacchi reciproci tra Israele e Hezbollah, erano state colpite anche alcune basi della missione, e in un caso erano stati feriti lievemente quattro soldati italiani. Lo scorso agosto il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha stabilito di ritirare gradualmente il personale impegnato in Libano entro la fine del 2027.
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