La donna che l’anno scorso rapì una neonata in un ospedale di Cosenza è stata condannata a oltre cinque anni di carcere

La giudice per le udienze preliminari (gup) di Cosenza, Letizia Benigno, ha condannato a cinque anni e quattro mesi di carcere Rosa Vespa per sequestro di persona. Vespa è la donna che nel gennaio dell’anno scorso rapì una neonata nella clinica del Sacro Cuore, sempre a Cosenza, dopo aver finto di aspettare un bambino, facendolo credere anche ai parenti.
Vespa, che ha 52 anni, era stata arrestata la sera stessa del rapimento, in seguito alla denuncia dei genitori della bambina scomparsa. La donna era entrata in ospedale durante l’orario di visita e si era finta un’operatrice sanitaria per poi sottrarre la bambina alla madre con la scusa di una visita da fare. Fu arrestata mentre festeggiava in casa con i parenti l’arrivo del presunto figlio, che aveva presentato come un maschio di nome “Ansel”.
A suo tempo era stato arrestato anche il marito della donna, Moses Omogo Chiediebere, poi rilasciato. Le accuse contro di lui sono state archiviate perché ritenuto estraneo ai fatti: Vespa avrebbe fatto credere anche a lui di essere incinta. Secondo la gup, Vespa era capace di intendere e di volere, ed era quindi lucida quando ha rapito la neonata. La donna dovrà anche pagare una provvisionale (cioè una parte di un risarcimento) da 15mila euro ai genitori della bambina rapita: ora è agli arresti domiciliari.


