In Danimarca i Socialdemocratici hanno vinto, ma non abbastanza
Il partito della prima ministra Mette Frederiksen ha ottenuto il peggior risultato in oltre un secolo, e formare un governo non sarà facile

Alle elezioni anticipate di martedì in Danimarca il partito Socialdemocratico è stato il più votato, ma ha ottenuto comunque il suo risultato più basso dal 1903: il 21,9 per cento. Sarà probabilmente la leader del partito e prima ministra uscente, Mette Frederiksen, a guidare le trattative per formare un governo di coalizione, che si preannunciano molto complicate anche a causa della frammentazione del parlamento che si formerà.
Dopo l’annuncio dei risultati Frederiksen ha detto al suo partito che si aspettava di ottenere un risultato peggiore, dopo due mandati al governo, ma che comunque le «dispiace di non aver ottenuto più voti». Alle ultime elezioni, nel 2022, il partito aveva vinto con il 27,5 per cento.
Prima delle elezioni nelle intenzioni di voto dei danesi si erano delineati due schieramenti, quello di destra e quello di sinistra: nessuno dei due ha ottenuto abbastanza voti da governare in autonomia. È probabile che l’esito delle trattative per la formazione del governo dipenderà dal partito dei Moderati, guidato dall’attuale ministro degli Esteri, Lars Løkke Rasmussen (che ha preso il 7,7 per cento dei voti). Frederiksen attualmente governa con una coalizione centrista con i Moderati e i liberali di Venstre, guidati dal ministro della Difesa, Troels Lund Poulsen (che sono arrivati terzi, col 10,1 per cento).

Il ministro degli Esteri danese Lars Loekke Rasmussen vota alle elezioni del 24 marzo (AP Photo/Sergei Grits)
I partiti alla sinistra dei Socialdemocratici hanno aumentato i loro voti rispetto alle ultime elezioni. La Sinistra Verde (in danese Socialistisk Folkeparti) è stata il secondo partito più votato, con l’11,6 per cento.
Il Partito Popolare danese, di estrema destra, ha ottenuto il 9,1 per cento dei voti: è più del triplo del loro risultato del 2022 (quando erano in una fase di forte declino e presero il 2,6 per cento), ma allo stesso tempo molto inferiore rispetto al loro miglior risultato, quando nel 2015 ottennero il 21 per cento.
Frederiksen è in carica dal 2019 ed era stata lei a indire queste elezioni, in anticipo di sette mesi sulla fine della legislatura, per provare ad approfittare dell’aumento dei consensi dovuto al modo in cui ha risposto alle pressioni e alle minacce del presidente statunitense Donald Trump sulla Groenlandia (l’enorme isola che fa parte del regno di Danimarca). È uno dei leader europei più longevi, ma ora la possibilità che ottenga un terzo mandato è in dubbio. Il suo partito era andato male anche alle elezioni amministrative dello scorso novembre, quando i Socialdemocratici persero nella capitale Copenaghen dopo oltre un secolo, superati da due partiti di sinistra.



