Al referendum il No è andato bene soprattutto tra i giovani
Le stime indicano che le persone tra i 18 e i 34 anni hanno votato in modo molto diverso da quelle che ne hanno più di 55

A votare contro la riforma della giustizia voluta dal governo di Giorgia Meloni sono stati soprattutto i giovani. Lo sostiene un sondaggio di Opinio realizzato per la Rai, secondo il quale al referendum che si è svolto domenica 22 e lunedì 23 marzo ha votato No una grossa parte (il 61,1 per cento) delle persone con un’età tra i 18 e i 34 anni.
Anche nell’intervallo anagrafico successivo, quello tra i 35 e i 54 anni, ha prevalso il No con il 53,3 per cento. La popolazione oltre i 55 anni, invece, ha votato Sì con una maggioranza piuttosto risicata, del 50,7 per cento.
Nell’analisi della stima della ripartizione dei votanti al #ReferendumGiustizia per classi di età emerge un certo equilibrio nelle fasce più adulte. Un dato interessante si registra invece tra i 18 e i 34 anni, dove si osserva una netta prevalenza del No pic.twitter.com/xZ1oK7vkLG
— Opinio Italia (@Opinio_Italia) March 23, 2026
Il dato è stato commentato anche dalla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, che durante una conferenza stampa ha parlato di una vittoria in cui «i giovani hanno fatto la differenza, nonostante gli sia stato sottratto il diritto di votare fuori sede».
Per questa consultazione, infatti, la maggioranza non aveva previsto per lavoratrici, lavoratori, studenti e studentesse fuori sede, tra cui ci sono proprio moltissimi giovani, la possibilità di votare dove abitano, cioè in un comune diverso da quello della loro residenza, come invece era stato fatto in altre occasioni elettorali. Il ministero dell’Interno aveva detto che non ci sarebbero stati i tempi tecnici necessari per organizzare le procedure, ma l’opposizione aveva accusato il governo di aver ostacolato il voto dei fuorisede per il timore che, essendo di orientamento tendenzialmente progressista, potessero opporsi alla riforma.
I partiti di opposizione e alcune associazioni, schierati soprattutto per il No e qualcuno anche per il Sì, si erano organizzati per permettere ai fuorisede di votare comunque grazie a uno stratagemma, cioè nominandoli rappresentanti di lista in un seggio della città dove vivono. Questo incarico, infatti, permetteva di votare nel seggio di un comune diverso da quello di residenza.
Nei giorni prima del voto Meloni aveva accettato di farsi intervistare sul canale YouTube di Pulp Podcast, il podcast del cantante Fedez e dello youtuber Davide Marra. Era un contesto particolarmente informale e inusuale per una presidente del Consiglio, attraverso il quale aveva cercato di rivolgersi a un pubblico giovane.
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