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  • Lunedì 23 marzo 2026

Il secondo turno delle elezioni locali in Francia è stata una vittoria per i Socialisti

Hanno vinto nelle grandi città senza allearsi con La France insoumise, mentre il Rassemblement National ha faticato

Emmanuel Grégoire celebra la sua vittoria a Parigi, il 22 marzo del 2026 (Mohamad Salaheldin Abdelg Alsayed/Anadolu via Getty Images)
Emmanuel Grégoire celebra la sua vittoria a Parigi, il 22 marzo del 2026 (Mohamad Salaheldin Abdelg Alsayed/Anadolu via Getty Images)

Domenica in Francia il Partito Socialista ha vinto nelle quattro principali città in cui si teneva il secondo turno delle elezioni locali: Parigi, Marsiglia, Lille e Lione. Nelle prime tre l’ha fatto senza allearsi con i candidati della France insoumise (LFI), il partito di estrema sinistra che negli ultimi mesi ha adottato posizioni sempre più radicali, a causa delle quali i Socialisti avevano rifiutato di stringere un’alleanza nazionale, pur permettendo quelle locali. In altre città in cui queste alleanze sono state fatte però le coalizioni di sinistra hanno perso, come a Tolosa, Strasburgo, Poitiers, Limoges e Tulle.

Questo è stato un duro colpo per La France insoumise, che non ha potuto dimostrare di essere essenziale per far vincere la sinistra, anzi. Di questi risultati, e dell’alleanza fra sinistra ed estrema sinistra, si continuerà a parlare nei prossimi mesi con l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali del 2027.

Le vittorie più importanti dei Socialisti sono state quelle di Parigi e Marsiglia, entrambe già governate dalla sinistra, ma tutt’altro che scontate. A Parigi, dove i Socialisti governano da 25 anni, il candidato Socialista Emmanuel Grégoire ha battuto con il 50,5 per cento dei voti la candidata dei Repubblicani, Rachida Dati, che era stata sostenuta sia dal centrodestra che dall’estrema destra. Grégoire ci è riuscito dopo aver rifiutato la proposta di alleanza della candidata di LFI Sophia Chikirou, una scommessa che non era sicuro di vincere, dato che complessivamente i voti di destra e centrodestra al primo turno superavano i suoi.

Dopo aver saputo di aver vinto Grégoire è andato al palazzo del Comune in Vélib’, il servizio delle bici della città che è stato uno dei progetti che ha più sviluppato la precedente amministrazione della sindaca Anne Hidalgo, di cui Grégoire è stato vicesindaco dal 2018 al 2024.

A Marsiglia, la seconda città più grande del paese, il candidato Socialista Benoît Payan ha battuto con il 54 per cento dei voti il candidato del Rassemblement National (RN), di estrema destra, Franck Allisio, che al primo turno aveva preso quasi gli stessi voti. Anche in questo caso Payan si era rifiutato di allearsi con La France insoumise. Marsiglia è una città storicamente di sinistra, ma da qualche anno la destra è in crescita e il Rassemblement National l’aveva scelta come il suo principale obiettivo di queste elezioni locali.

Se al primo turno il Rassemblement National aveva ottenuto dei risultati buoni, anche se non ottimi, questo secondo turno è stato una mezza sconfitta per il partito: il Rassemblement National è di gran lunga il partito più popolare in Francia, secondo i sondaggi, e sperava che questa forza a livello nazionale gli permettesse finalmente di radicarsi anche a quello locale, ma non è successo.

Da una parte, RN è riuscito a vincere in decine di comuni più piccoli, cosa che fino a qualche anno fa sarebbe stata impensabile, ma dall’altra non ha vinto in nessuna città di medie o grandi dimensioni. L’unica eccezione è stata Perpignan, dove aveva già vinto nel 2020. Ha comunque rivendicato come sua la vittoria, a Nizza, di Eric Ciotti, ex presidente dei Repubblicani e ora leader dell’Unione delle destre per la Repubblica, un partito satellite di RN.

Il sindaco di Marsiglia Benoît Payan dopo la sua rielezione, il 22 marzo del 2026 (ANSA/EPA/GUILLAUME HORCAJUELO)

Hanno ottenuto invece buoni risultati i Repubblicani, vincendo in diverse città di medie dimensioni finora governate dalla sinistra, fra cui in particolare Brest, Clermont-Ferrand e Besançon. I Repubblicani sono il partito che incarna la destra storica francese e ormai sono piuttosto irrilevanti a livello nazionale, ma continuano ad andare molto bene a quello locale. Per questo non è detto che questo risultato si tramuterà in un aumento di voti alle prossime elezioni presidenziali. 

Infine, dopo un primo turno deludente, è riuscita ad assicurarsi qualche vittoria anche la coalizione centrista del presidente Emmanuel Macron. A Bordeaux il candidato di Renaissance (il partito di Macron) Thomas Cazenave è riuscito a vincere contro il sindaco uscente dei Verdi, Pierre Hurmic. A Le Havre è stato riconfermato l’ex primo ministro Édouard Philippe, leader del partito di centrodestra Horizons, alleato di Macron, che aveva creato nel 2021 dopo aver lasciato i Repubblicani. Philippe, che ha detto di volersi candidare alle elezioni presidenziali dell’anno prossimo, aveva governato Le Havre dal 2010 al 2017 e poi di nuovo dal 2020.

Un altro ex primo ministro di area macronista che era tornato a fare il sindaco e che invece non è stato riconfermato è François Bayrou, che ha perso a Pau contro il candidato Socialista Jérôme Marbot. Bayrou era stato primo ministro per meno di un anno, dal dicembre del 2024 a settembre del 2025, ed era stato sfiduciato durante i complicati negoziati per l’approvazione della legge di bilancio per il 2026.