• Mondo
  • Sabato 21 marzo 2026

Cos’è successo nel ventiduesimo giorno di guerra

L'Iran ha dimostrato di avere missili con una gittata molto più ampia di quanto si pensasse, mentre Mojtaba Khamenei non si è ancora fatto vedere

Un poliziotto israeliano all'interno di un asilo israeliano colpito da frammenti di un missile iraniano a Rishon LeZion, il 21 marzo. (AP/Maya Levin)
Un poliziotto israeliano all'interno di un asilo israeliano colpito da frammenti di un missile iraniano a Rishon LeZion, il 21 marzo. (AP/Maya Levin)

Le notizie principali di sabato 21 marzo per quanto riguarda la guerra in Medio Oriente sono soprattutto due: la prima è che l’Iran ha lanciato due missili contro la base militare Diego Garcia, che è gestita dagli Stati Uniti e dal Regno Unito, e si trova a quasi 4mila chilometri in linea d’aria dall’Iran. Anche se nessuno dei due missili ha colpito la base, è una notizia significativa, perché dimostra che l’Iran dispone di missili con una gittata molto più ampia di quanto si ipotizzasse inizialmente.

L’attacco ha implicazioni rilevanti anche per l’Europa, perché significa che almeno in teoria l’Iran avrebbe la capacità di colpire i paesi europei, compresa l’Italia. Occorre comunque evitare gli allarmismi: un po’ perché nessuno dei due missili lanciati contro la base Diego Garcia è andato a segno (uno è caduto prima di raggiungere il bersaglio, l’altro è stato intercettato), un po’ anche perché non è chiaro quanti missili di lunga gittata abbia effettivamente l’Iran.

Una veduta aerea della base Diego Garcia (Marina degli Stati Uniti/AP)

Una veduta aerea della base Diego Garcia (Marina degli Stati Uniti/AP)

L’altra grossa notizia è arrivata in serata. Altri due missili iraniani sono riusciti a colpire altrettante cittadine israeliane dopo aver superato le difese antiaeree israeliane. I missili hanno colpito rispettivamente la cittadina di Dimona e quella di Arad, ferendo un centinaio di persone, alcune in modo grave.

Gli attacchi su Dimona e Arad sono notevoli perché è piuttosto raro che i missili iraniani non vengano intercettati da Israele, che ha difese aeree molto avanzate ed efficaci. Sono notevoli però anche per un altro motivo. Sia Dimona che Arad, infatti, sono vicine a un importantissimo sito nucleare israeliano: il centro di ricerca nucleare del Negev “Shimon Peres”, dove si pensa che Israele abbia sviluppato le proprie testate nucleari. Il centro comunque non è stato danneggiato negli attacchi.

Sembra verosimile che gli attacchi iraniani nei pressi di Dimona siano una ritorsione per i bombardamenti israeliani che stamattina avevano colpito il sito nucleare di Natanz, nel nord dell’Iran (anche in questo caso non c’erano state fuoriuscite di materiale radioattivo).

Nel frattempo, nemmeno oggi si è fatto vedere né sentire con la sua voce Mojtaba Khamenei, che è stato eletto nuova Guida suprema dell’Iran lo scorso 9 marzo. Oggi in Iran era una festa importante, perché è il primo giorno di primavera, e per il calendario persiano è anche il capodanno (Nowruz). Ci si sarebbe aspettati un messaggio da parte di Khamenei, che invece non c’è stato. Le agenzie di intelligence degli Stati Uniti e di Israele continuano a cercarlo per ucciderlo.

Anche oggi il presidente statunitense Donald Trump ha fatto alcune dichiarazioni contraddittorie sull’andamento della guerra. Da una parte ha detto che non intende negoziare un possibile cessate il fuoco con l’Iran, sostenendo che gli Stati Uniti lo stiano «annientando», e che quindi non abbia senso negoziare. Dall’altra parte ha anche detto che gli Stati Uniti e Israele si stanno avvicinando al raggiungimento dei loro obiettivi, e che quindi stanno pensando di «rallentare» le loro operazioni in Medio Oriente.

Donald Trump il 20 marzo (AP/Mark Schiefelbein)

Donald Trump il 20 marzo (AP/Mark Schiefelbein)

In tutto questo, Israele sta proseguendo i suoi attacchi in Libano. Nel sud del paese ci sono stati scontri tra l’esercito israeliano e la milizia filoiraniana Hezbollah: Israele ha ucciso quattro miliziani di Hezbollah.

Oltre ad avere attaccato Israele, l’Iran ha continuato anche ad attaccare diversi paesi del Golfo, in particolare l’Arabia Saudita, il Kuwait, e gli Emirati Arabi Uniti.

Il prezzo del petrolio è rimasto alto anche oggi. Al momento la quotazione del petrolio Brent, che è usata per fissare il prezzo del petrolio in Europa, è di circa 112 dollari al barile. Gli Stati Uniti hanno rimosso le sanzioni su una parte del petrolio iraniano, quello che si trova già sulle navi, nel tentativo di aumentare la quantità di petrolio sul mercato e quindi di contenere l’aumento dei prezzi: non è chiaro se funzionerà.