Le foto e i video dell’imponente concerto dei BTS a Seul

Il primo da tre anni e mezzo, in diretta mondiale, con decine di migliaia di persone dal vivo e misure di sicurezza eccezionali per la città

I BTS sul palco in piazza Gwanghwamun a Seul, 21 marzo 2026 (Kim Hong-Ji/Pool Photo via AP)
I BTS sul palco in piazza Gwanghwamun a Seul, 21 marzo 2026 (Kim Hong-Ji/Pool Photo via AP)

Sabato decine di migliaia di persone hanno partecipato all’imponente concerto a Seul dei BTS, la famosissima band di k-pop che non si esibiva nella capitale coreana da quasi tre anni e mezzo. È stato il primo della lunga serie di concerti per promuovere il nuovo disco Arirang, il primo pubblicato dopo la fine del chiacchierato servizio militare di tutti loro, e con ogni probabilità l’evento culturale dell’anno per la Corea del Sud. Lo spettacolo è stato anche trasmesso in diretta su Netflix in 190 paesi, Italia compresa.

Alle 12 ora italiana (le 20 in Corea del Sud) RM, Jin, Suga, J-Hope, Jimin, V e Jung Kook – i cantanti dei BTS – sono comparsi assieme ad alcune decine di ballerini sul palco allestito in piazza Gwanghwamun, la più importante della città, davanti alla porta del Trecento che conduce al palazzo reale. In poco più di un’ora hanno cantato canzoni del nuovo disco, tra cui “Body to Body”, “Hooligan” e “2.0”, e altre molto apprezzate dai fan, come “Butter”, “Mic Drop” e “Dynamite”. Di tanto in tanto si sono fermati per prendere fiato e per salutare il pubblico, parlando prima in coreano e poi anche in inglese, rivolgendosi agli spettatori della diretta.

Poco prima dell’evento RM si era fatto male alla caviglia: è per questo che in certi momenti è rimasto seduto su uno sgabello, mentre gli altri erano impegnati nelle consuete coreografie.

I BTS, che esordirono nel 2013, sono famosissimi in tutto il mondo, e sono l’unico gruppo della storia della musica, oltre ai Beatles, ad aver avuto tre dischi al numero uno della classifica Billboard 200 nello stesso anno (classifica che si basa sulle vendite). Grazie al loro successo il k-pop è diventato un fenomeno musicale e culturale globale, e ha contribuito a far conoscere la Corea del Sud nel mondo. Nel 2022, all’apice del successo, avevano dovuto interrompere la carriera per fare il servizio militare: l’uscita di Arirang e il loro imminente tour mondiale di 82 date (ma non in Italia) sono stati anticipati da un’imponente campagna promozionale.

Come prevedibile era attesissimo anche il concerto di sabato a Seul, per cui l’amministrazione cittadina ha dovuto intensificare le misure di sicurezza. Circa 22mila fan hanno potuto vederlo in un’area delimitata vicino al palco, ma molti di più lo hanno seguito grazie ai diversi maxischermi che erano stati allestiti nel resto della piazza. Visto che ci si aspettavano 260mila persone, la città aveva mobilitato 7mila agenti delle forze dell’ordine, 15mila addetti alla sicurezza e anche unità munite di sistemi anti drone: in base ai dati in tempo reale raccolti da un sistema del governo locale, però, le persone presenti nell’area durante il concerto sono state 60mila.

Arirang è considerato molto diverso dai dischi più recenti dei BTS: più pesante nei suoni, più aggressivo nei testi e contaminato da generi apparentemente distanti tra loro, come hip hop, rock psichedelico e R&B, ma anche pop latino, future bass e dubstep. Il nome del disco è un riferimento a un canto popolare tramandato oralmente per molti secoli, che sia la Corea del Sud che quella del Nord considerano parte del proprio patrimonio culturale. Sabato l’etichetta discografica Bit Hit Music ha fatto sapere che solo nel giorno dell’uscita ha venduto 3,98 milioni di copie.

Prima che la band si fermasse per il servizio militare, l’istituto nazionale per la cultura e il turismo sudcoreano aveva stimato che tra biglietti, merchandising e spese varie sostenute dai fan un solo concerto dei BTS facesse incassare l’equivalente di più di 700 milioni di euro. Ora si pensa che per la fine del tour mondiale la cifra complessiva si avvicinerà a un miliardo.

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