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  • Mercoledì 18 marzo 2026

L’equipaggio della più grande portaerei statunitense non ne può più

La USS Gerald R. Ford è in missione da 10 mesi ininterrottamente, prima in Venezuela e ora in Medio Oriente, tra incendi e bagni intasati

La portaerei USS Gerald R. Ford nella baia di Souda a Creta, Grecia, 24 febbraio 2026 (Stefanos Rapanis/Getty Images)
La portaerei USS Gerald R. Ford nella baia di Souda a Creta, Grecia, 24 febbraio 2026 (Stefanos Rapanis/Getty Images)
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Il 12 marzo c’è stato un incendio a bordo della USS Gerald R. Ford, la portaerei più grande a disposizione delle forze armate statunitensi, che ora si trova nel golfo Persico a causa della guerra in Medio Oriente. L’incendio è stato provocato da attività sulla nave, e non da uno scontro militare, ma è stato talmente esteso che ci sono volute 30 ore per spegnerlo. Ora la nave dovrebbe andare all’isola di Creta, in Grecia, per dei lavori di manutenzione.

La Gerald R. Ford è in missione da 10 mesi e a breve il suo dispiegamento potrebbe diventare uno dei più lunghi nella storia militare degli Stati Uniti: questo sta causando grosse difficoltà ai membri dell’equipaggio e alla nave stessa, tra cui notevoli problemi di intasamento ai bagni.

La nave è una delle 11 portaerei statunitensi ed è costata 13 miliardi di dollari. Le 4.500 persone del suo equipaggio lavorano ininterrottamente da giugno, dato che la missione in corso è stata prolungata più volte. A fine ottobre è stata spostata dal mar Mediterraneo al mar dei Caraibi, in preparazione all’attacco in Venezuela con cui gli Stati Uniti hanno catturato il presidente Nicolás Maduro. Poi è stata spostata di nuovo nel golfo Persico per sostenere lo sforzo militare statunitense nella guerra contro l’Iran.

Non si sa quando terminerà il periodo di servizio: se dovesse durare oltre la metà di aprile sarà la missione più lunga di una portaerei da quando è finita la guerra in Vietnam, cioè dal 1975. Il New York Times ha scritto che ai marinai è stato comunicato che la missione potrebbe durare fino a maggio.

Il prolungamento di una missione crea problemi sia alle navi, che hanno bisogno di frequente manutenzione, sia all’equipaggio, i cui membri possono comunicare solo brevemente e saltuariamente con i propri amici e familiari quando sono in mare.

La portaerei USS Abraham Lincoln insieme ad altre navi della flotta militare statunitense nel mar Arabico, 6 febbraio 2026 (US CENTCOM/Getty Images)

Nell’incendio del 12 marzo sulla nave si sono infortunati lievemente vari marinai e sono bruciati circa 600 letti. Il fuoco è partito dalla lavanderia, dalla bocchetta di ventilazione di un’asciugatrice: da allora non è più stato possibile fare lavatrici. Inoltre la Ford ha problemi al sistema di scarico dei 650 bagni presenti sulla nave. Questi problemi sono stati descritti per la prima volta a gennaio dalla radio pubblica NPR, secondo cui il sistema di scarico dei bagni sulla nave è sottodimensionato e mal progettato.

Non è una novità: il problema dei bagni era noto ancora prima che la nave venisse completata e un report del 2020 diceva che una soluzione temporanea impiegata dalla marina – liberare gli scarichi con un particolare tipo di acido – costa ogni volta circa 400mila dollari (circa 346mila euro). Dal 2023 questa soluzione sarebbe già stata utilizzata 10 volte, secondo NPR.

Gli effetti di una lunga missione peggiorano l’umore dell’equipaggio. Secondo un articolo del Wall Street Journal, che è riuscito a parlare con alcuni di loro, vari starebbero pensando di lasciare la marina al termine della missione. Una persona ha detto al giornale che la cosa che più impatta sull’umore è non sapere quando la missione terminerà.

Allo stesso tempo questo ha conseguenze sull’efficienza dei marinai: un’indagine interna della marina statunitense ha individuato la durata prolungata della missione come una delle cause che hanno portato alla perdita in mare di alcuni aerei sulla portaerei USS Harry S. Truman, avvenuta tra aprile e maggio dello scorso anno.

Il dipartimento della Difesa statunitense sta preparando il dispiegamento della portaerei USS George H.W. Bush nel golfo Persico, per sostituire la Gerald R. Ford.