Un bambino è disperso dopo il naufragio di uno dei 7 barconi con a bordo persone migranti soccorse sabato a Lampedusa

Un gommone della Guardia costiera a Lampedusa, in Sicilia (Valeria Ferraro/ Anadolu via Getty Images)
Un gommone della Guardia costiera a Lampedusa, in Sicilia (Valeria Ferraro/ Anadolu via Getty Images)

Sabato pomeriggio un’imbarcazione di ferro lunga circa nove metri partita da Sfax, in Tunisia, è naufragata al largo dell’isola di Lampedusa, in Sicilia. A bordo c’erano 65 persone migranti. Quando la Guardia costiera italiana l’ha raggiunta, la barca aveva già iniziato a imbarcare acqua e si era parzialmente inabissata. I militari sono riusciti a salvare 64 persone, tra cui una donna che aveva perso il suo bambino in mare.

Nella notte tra sabato e domenica le persone salvate, provenienti da Burkina Faso, Camerun, Costa d’Avorio, Guinea e Sierra Leone, sono state portate nell’hotspot di Lampedusa, mentre sono iniziate e sono ancora in corso le ricerche del bambino, che dovrebbe avere tra i 2 e i 3 anni, con una motovedetta e un aereo della Guardia costiera.

Nelle ultime ore a Lampedusa sono arrivate in totale 292 persone, compresi i 64 superstiti del naufragio. Oltre alla barca naufragata, la Guardia costiera, la Guardia di finanza e la barca con volontari Safira 2 hanno soccorso altre sei imbarcazioni, salpate da Zuwarah, Sabratha, Sorman, Tajoura e Zawiya, in Libia. Quattro delle persone soccorse sono state portate in ospedale per ipotermia e una per tachicardia.