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  • Domenica 15 marzo 2026

Nairobi è devastata dalle alluvioni

Nella capitale del Kenya le piogge intense hanno causato la morte di 33 persone e hanno distrutto strade, ponti e case

Un fiume in piena passa attraverso la baraccopoli di Kibera, nella capitale del Kenya Nairobi (Donwilson Odhiambo/ Getty Images)
Un fiume in piena passa attraverso la baraccopoli di Kibera, nella capitale del Kenya Nairobi (Donwilson Odhiambo/ Getty Images)

Negli ultimi giorni in Kenya le alluvioni provocate da giorni di pioggia intensa iniziati venerdì 6 marzo hanno continuato a causare morti e danni molto gravi. L’enorme quantità di acqua caduta ha fatto esondare fiumi, allagato edifici, inondato le strade, danneggiato le linee elettriche e provocato la morte di 62 persone (20 in più rispetto al bilancio di settimana scorsa, che era di 42 morti). La situazione più grave è a Nairobi, la capitale, dove sono morte 33 persone. Nelle ultime ore alcune persone sono state salvate dalle case allagate e dai veicoli bloccati in mezzo alle strade e sommersi dall’acqua.

Molte scuole sono state allagate e diverse strade e ferrovie sono state chiuse, dopo che la pioggia ha danneggiato alcuni ponti nella capitale. La polizia ha detto che le piogge e le operazioni di soccorso stanno continuando in diverse regioni del paese, e che ci sono più di duemila famiglie sfollate. Il governo stima che le persone rimaste senza casa siano circa 50mila. Il presidente William Ruto ha detto che alle persone coinvolte sono state fornite scorte alimentari di emergenza e assistenza medica.

Auto sommerse dall’acqua a Nairobi, il 6 marzo 2026 (AP Photo/Andrew Kasuku)

Le alluvioni hanno provocato le conseguenze peggiori soprattutto nelle parti più povere del paese e della capitale, dove molte persone vivono in case improvvisate o baracche con tetti di lamiera. Anche i quartieri più ricchi di Nairobi, però, si sono allagati: i danni si devono soprattutto a sistemi di drenaggio inadeguati, costruiti per servire molte meno persone di quelle che oggi abitano in città, dopo che la popolazione è aumentata molto velocemente negli ultimi anni.

A questo si aggiunge anche la progressiva urbanizzazione delle zone vicine alle rive dei fiumi, dove in passato era vietato costruire e che ora invece sono state occupate da costruzioni private e insediamenti abusivi.

Recentemente il governo e l’amministrazione della contea dove si trova Nairobi hanno annunciato lo stanziamento di grosse somme di denaro per promuovere lo sviluppo delle infrastrutture. Un punto delle proteste antigovernative che si sono sviluppate soprattutto tra i giovani negli ultimi anni, tuttavia, riguardava proprio il basso impatto sociale dei grossi progetti infrastrutturali promossi da Ruto.

La popolazione locale, inoltre, sostiene che i problemi di drenaggio di Nairobi potrebbero dipendere proprio da alcune infrastrutture. In una lettera aperta l’Associazione degli automobilisti del Kenya (Mak) ha scritto che la costruzione della Nairobi Expressway, una grossa autostrada che attraversa la città, ha interferito con i canali di drenaggio della pioggia e deviato grossi volumi di acqua verso canali intasati.

Le inondazioni e gli allagamenti hanno provocato anche molti blackout in diversi quartieri di Nairobi. Le strade allagate e i trasporti pubblici bloccati hanno avuto pesanti ripercussioni sulla città, che è un importante snodo per i trasporti. Settimana scorsa la compagnia aerea Kenya Airways aveva dirottato diversi voli a Mombasa, la seconda città più grande del Kenya nonché una località turistica e quindi bene attrezzata dal punto di vista logistico.