Per la Corte costituzionale dell’Albania la decisione del governo di sospendere TikTok per un anno era incostituzionale
- Condividi
- X
- Regala il Post

La Corte costituzionale dell’Albania ha stabilito che la decisione del governo albanese di bloccare il social network TikTok per un anno era incostituzionale e violava la libertà di parola e di stampa. Il governo guidato dal primo ministro Edi Rama aveva imposto il blocco nel marzo del 2025 in seguito a un litigio tra adolescenti cominciato sul social e culminato in una rissa in cui uno studente era stato ucciso e un altro ferito. Il blocco era scaduto lo scorso 5 febbraio.
Secondo la Corte il blocco era incostituzionale perché il governo non aveva esaminato a dovere le conseguenze della sua introduzione, e perché non era stato in grado di provare che fosse l’unico modo efficace per evitare litigi e scontri tra gli adolescenti. Della possibilità di vietare i social network a ragazze e ragazzi si discute ormai da tempo in molti paesi, ma l’Albania era stato il primo paese europeo a estendere un blocco a tutti gli utenti, e non solo ai giovani.
La Corte doveva esprimersi su un ricorso presentato dall’Associazione dei giornalisti albanesi e dal Balkan Investigative Reporting Network, una rete di organizzazioni non governative per la promozione della libertà di parola. I partiti di opposizione inoltre avevano sostenuto che il blocco di TikTok avrebbe avuto ripercussioni sulla campagna elettorale per le elezioni politiche, che si sono tenute a maggio e sono state vinte dal Partito Socialista del primo ministro uscente Rama, che è rimasto capo del governo.
– Ascolta anche: Globo. Togliere i social ai giovani, con Giovanna Mascheroni


