La Spagna ha ritirato in via definitiva la sua ambasciatrice in Israele

Manifestanti durante una manifestazione pro-Palestina a Barcellona, 18 settembre 2025 (AP Photo/Emilio Morenatti)
Manifestanti durante una manifestazione pro-Palestina a Barcellona, 18 settembre 2025 (AP Photo/Emilio Morenatti)

Il governo del primo ministro socialista Pedro Sánchez ha ritirato in via definitiva l’ambasciatrice spagnola in Israele, Ana Salomon Pérez, che si trovava già in Spagna da mesi. L’ambasciata spagnola a Tel Aviv continuerà a restare aperta, ma senza la sua massima carica diplomatica: a rappresentare la Spagna ci sarà solo un incaricato di rango minore. È un gesto diplomatico forte, con cui il governo spagnolo intende mostrare fino a che punto le relazioni tra i due paesi si sono degradate. Dal punto di vista pratico per i cittadini spagnoli in Israele non dovrebbe cambiare molto: il messaggio è più che altro formale e diplomatico.

I rapporti tra Israele e Spagna sono tesi almeno da quando è cominciata la guerra nella Striscia di Gaza, nell’ottobre del 2023. Per varie ragioni la Spagna è il paese europeo più solidale con la popolazione palestinese, e ha sempre mantenuto una linea dura contro le politiche israeliane. Finora è stato il paese europeo più critico anche sulla guerra in corso in Iran.

Nel maggio del 2024 il governo israeliano aveva ritirato il proprio ambasciatore in Spagna dopo che il governo di Sánchez aveva riconosciuto lo stato palestinese, e Salomon Pérez era stata richiamata in Spagna lo scorso settembre, dopo che il governo israeliano aveva accusato quello spagnolo di antisemitismo. La differenza tra i due provvedimenti è che ora la Spagna ha reso definitivo il ritiro della sua ambasciatrice, ufficializzando una situazione che nei fatti era già in corso.

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