Chi è Peter Thiel
Uno dei miliardari più influenti nella destra statunitense sta facendo parlare di sé anche in Italia per una sua misteriosa visita

Una prevista visita in Italia e una conferenza un po’ misteriosa dell’imprenditore Peter Thiel, uno dei più noti e controversi miliardari della destra statunitense, sta provocando una certa agitazione e ha innescato un’interrogazione parlamentare del centrosinistra riguardo alla possibilità, circolata sui giornali, che potesse incontrare anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni o altri membri del governo.
La Stampa, che aveva dato la notizia, aveva scritto che Thiel avrebbe tenuto tra il 15 e il 18 marzo una conferenza privata sui rapporti tra potere, tecnologia e teologia alla Pontificia università San Tommaso d’Aquino, che però ha smentito che si svolgerà nelle sue sedi o di averla organizzata. Il giornalista di Fanpage Valerio Renzi, che si occupa molto delle attività della destra italiana, scrive che dovrebbe tenersi nella sede romana della Catholic University of America, un’università privata della conferenza episcopale statunitense. Secondo Milano Finanza a occuparsi dell’organizzazione della conferenza e della distribuzione degli inviti in Italia è l’associazione culturale “Vincenzo Gioberti” di Brescia.
Non si sa insomma molto di cosa dovrebbe fare in Italia Thiel, che è uno dei più ricchi e influenti tecnocrati ultraliberisti del XXI secolo, molto vicino all’amministrazione del presidente americano Donald Trump. Soprattutto, è il fondatore e capo di Palantir, ricca e potente azienda di analisi di dati e sviluppo software che collabora con l’esercito americano e con varie agenzie governative, tra cui l’ICE (l’agenzia statunitense per il controllo delle frontiere e dell’immigrazione), ma anche con governi, forze armate e aziende di altri paesi, tra i quali Israele, Germania e Regno Unito.
Thiel è da anni una figura di riferimento per tutto il settore tecnologico della Silicon Valley che condivide posizioni filogovernative. Per lungo tempo la sua notorietà era rimasta legata principalmente al fatto che aveva cofondato PayPal, alla fine degli anni Novanta, e che era stato il primo grande investitore di Facebook. Ma la sua reputazione più recente è legata al suo impegno politico indiretto. Fu tra i primi finanziatori della campagna di Trump, fin dal 2016, e poi anche il più influente sostenitore della carriera dell’attuale vicepresidente J.D. Vance, che prima di diventare uno scrittore e un politico aveva lavorato come dirigente in una sua società di investimenti finanziari, la Mithril Capital.

Peter Thiel durante un discorso alla Bitcoin Conference a Miami Beach, Florida, il 7 aprile 2022 (AP Photo/Rebecca Blackwell, Archivio)
Ultimamente nelle cronache si parla di Thiel anche in altri termini, come rappresentante autorevole di una destra internazionale che ambisce a tenere insieme tradizionalismo cristiano e “tecno-ottimismo”. Da diversi mesi è infatti attivamente impegnato a promuovere e difendere un’idea di sviluppo tecnologico senza freni ispirata a certe sue teorie dai tratti mistici e pseudoreligiosi. Dice insistentemente di voler fermare l’anticristo, inteso come l’insieme di forze culturali e politiche che ostacolano il progresso, dagli ambientalisti ai critici dell’intelligenza artificiale, incluse le istituzioni che vogliono regolamentarla e persino una parte della Chiesa stessa, che ne segnala spesso i pericoli.
– Leggi anche: C’è tensione tra il papa e la Silicon Valley
Su questi argomenti sono incentrate, secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, le conferenze private che Thiel sta tenendo in alcuni centri e istituti di diversi paesi del mondo, in ambienti vicini alla destra, e che secondo le indiscrezioni dovrebbe tenere anche a Roma a marzo. Non è chiaro dove né quando, ma anche in altre occasioni in altri paesi il luogo esatto delle conferenze era stato comunicato ai partecipanti con una certa segretezza e solo poche ore prima dell’inizio.
Una delle sue conferenze più recenti sull’anticristo si era svolta alla fine di gennaio in Inghilterra, in uno dei college dell’università di Cambridge, organizzata dal teologo James Orr. Orr è un consulente di Nigel Farage, il più popolare politico nella destra britannica, leader del partito nazionalista e sovranista Reform UK, in forte ascesa nei sondaggi. Nei giorni scorsi Thiel ha incontrato a Tokyo anche la prima ministra giapponese Sanae Takaichi, di destra e in carica da febbraio, durante una visita che secondo i giornali serviva a espandere le attività di Palantir in Giappone e a prolungare le collaborazioni esistenti con alcune grandi aziende.
– Leggi anche: Palantir è sempre più potente e inquietante
Thiel è tra le cento persone più ricche al mondo secondo Forbes. A renderlo ricchissimo furono gli investimenti in PayPal e in Facebook, di cui fu per quasi vent’anni membro del consiglio di amministrazione, e successivamente la gestione dei suoi diversi fondi di investimento che si occupano di start up e tecnologia.
Molti dei suoi investimenti riguardano aziende tecnologiche le cui attività nei rispettivi settori sono di fatto monopoli o oligopoli. Nel settore della difesa Palantir è un’azienda di riferimento internazionale, grazie ai contratti in decine di paesi per attività di sorveglianza e di intelligence. Ma lo è anche Anduril, un’altra delle aziende finanziate da Thiel, che sviluppa e vende droni e altre armi autonome all’esercito statunitense e ai suoi alleati, in un mercato dal valore di migliaia di miliardi di dollari, in cui opera con poche altre società appaltatrici come Raytheon e Lockheed Martin. Sia Palantir, sia Anduril, sia Mithril, altra società di investimenti di Thiel, sono nomi tratti dall’universo del Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien, di cui è un dichiarato fan.
La principale società di investimento di Thiel, Founders Fund, è nota inoltre per i suoi investimenti in SpaceX, Facebook, Airbnb, Spotify, DeepMind (la divisione di Google che si occupa di intelligenza artificiale), Neuralink e Stripe. Sono startup e aziende tecnologiche diversissime tra loro, ma tutte stranote: ciascuna è leader nel proprio mercato o comunque tra le principali al mondo.

Peter Thiel, all’epoca amministratore delegato di PayPal, e Elon Musk, cofondatore, nella sede dell’azienda a Palo Alto, in California, il 20 ottobre 2000 (AP Photo/Paul Sakuma, Archivio)
Sui giornali, per un certo lungo periodo, Thiel fu famoso anche per essere stato il miliardario dietro la causa intentata e vinta nel 2016 dall’ex wrestler Hulk Hogan contro il sito di gossip americano Gawker, per aver diffuso un suo video privato. Thiel sostenne le spese di quel processo perché si era legato al dito la volta in cui nel 2007 il sito aveva rivelato la sua omosessualità. In diverse occasioni lui – che è davvero gay – disse di aver considerato quell’outing un’azione da bulli per cercare di screditarlo senza motivo.
Thiel ha 58 anni, è nato a Francoforte e ha una formazione diversa rispetto alla maggior parte degli imprenditori californiani come lui, perlopiù ingegneri informatici. È un aspetto importante, perché alcune sue idee sono tratte da una rielaborazione molto libera di concetti appresi nei suoi studi umanistici. Dopo essersi trasferito in California con la famiglia quando aveva dieci anni, frequentò l’università di Stanford, dove si laureò in filosofia e in giurisprudenza tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta, e fondò anche il giornale studentesco The Stanford Review, di orientamento conservatore.
A Stanford Thiel conobbe René Girard, uno dei più importanti filosofi e antropologi del Novecento, noto per la sua teoria del “desiderio mimetico”, a cui Thiel ha più volte attribuito una grande influenza sulla sua vita. È l’idea che alla base di tutti i comportamenti umani ci sia un desiderio che non è nostro, ma di qualcun altro che noi imitiamo. Questo porta a conflitti che minacciano l’esistenza di tutti i soggetti coinvolti, e di cui vengono infine considerati responsabili dei capri espiatori in modo da riportare l’unità tra le parti.
Un altro importante filosofo del Novecento citato spesso da Thiel è il giurista tedesco Carl Schmitt, noto soprattutto per la teoria secondo cui il criterio fondamentale della politica è il rapporto tra amico e nemico, dicotomia che Schmitt considera centrale anche nel cristianesimo. Da queste teorie e da altre, interpretate in modo molto libero, Thiel trae in sostanza un’idea del conflitto come inevitabile e di conseguenza una legittimazione di ogni azione difensiva da parte degli stati.
– Leggi anche: La presenza del diavolo, negli Stati Uniti e in Abruzzo
In libri e interviste Thiel segnala da tempo il rischio di un’imminente catastrofe, che in generale è una percezione molto diffusa e raccontata nell’industria tecnologica. Ma lui, che si descrive come un cristiano ortodosso, lo fa attraverso un largo uso di citazioni visionarie e riferimenti biblici, e da una prospettiva particolare. Non attribuisce il rischio dell’apocalisse alla possibilità che la tecnologia diventi incontrollabile, ma al contrario alle istituzioni e ai «governi dell’anticristo» che vogliono controllarla a loro piacimento e che secondo lui proprio per questo motivo parlano di rischi esistenziali per il mondo.
Secondo una citazione tratta dalle sue conferenze e riportata dal Guardian, «l’anticristo sale al potere parlando costantemente di Armageddon, di voci di guerre, spaventandovi affinché gli diate il controllo sulla scienza e sulla tecnologia». Come altri miliardari della Silicon Valley, Thiel considera invece l’espansione della tecnologia senza limiti come l’unica opportunità di salvezza per l’umanità: è un concetto centrale anche nel cosiddetto transumanesimo, l’idea che le scoperte scientifiche e tecnologiche possano aumentare le capacità fisiche e cognitive degli esseri umani.
Thiel e i tecnocrati che condividono questa fissazione hanno in comune anche una certa tendenza a parlare degli esseri umani quasi sempre in termini di gruppi e in astratto, come se parlassero di grandi insiemi matematici più che di individui. E non parlano quasi mai di diritti. Inoltre, ignorando con disinvoltura il suo conflitto di interessi, e sorvolando sull’opacità delle tecniche attraverso cui Palantir attinge alle banche dati, Thiel considera lo sviluppo delle tecnologie impiegate nell’analisi dei dati e nella sorveglianza di massa una normale evoluzione di processi democratici. E considera appunto ciascuno dei gruppi che cercano di ostacolarli un’incarnazione dell’anticristo, che si serve di diverse ideologie, incluse quella pacifista ed ecologista, solo per infondere paure collettive come il cambiamento climatico o il dominio dell’intelligenza artificiale sull’umanità.
Tra i bersagli delle sue invettive ci sono quindi personaggi pubblici come Greta Thunberg, ma anche teorici e critici dell’intelligenza artificiale come Nick Bostrom e Eliezer Yudkowsky. Sia attraverso questo suo confuso apparato teorico, sia soprattutto attraverso il sostegno alle attività della destra conservatrice e reazionaria negli Stati Uniti, Thiel è diventato un riferimento per un’estesa classe politica internazionale variamente avversa alle politiche progressiste.
Quelle che si sono affermate negli ultimi anni, secondo il suo punto di vista, sono l’espressione di un’ideologia “woke” promossa dalle élite globaliste solo per mantenere il potere attraverso la regolamentazione, una forma di controllo che ostacola l’innovazione e favorisce la stagnazione tecnologica, economica e sociale.
– Ascolta anche Tienimi Bordone: Peter Thiel e l’anticristo



