Di quanto sono aumentati i prezzi dei carburanti nell’ultima settimana, secondo i dati del ministero dell’Ambiente

Un distributore di benzina, a Roma (ANSA/ANGELO CARCONI)
Un distributore di benzina, a Roma (ANSA/ANGELO CARCONI)

Martedì è uscita la rilevazione settimanale del ministero dell’Ambiente sul prezzo medio dei carburanti, la prima che tiene conto degli effetti della guerra in Medio Oriente e dei grandi rincari del petrolio. I carburanti usati per i veicoli comuni hanno avuto rialzi rilevanti: la benzina è arrivata a costare 1,745 euro al litro, 7,5 centesimi in più rispetto a prima della guerra, con un aumento del 4,5 per cento; il diesel ora costa 1,869 euro al litro, 14,8 centesimi in più, con un aumento dell’8,6 per cento; il GPL è aumentato di 1,3 centesimi, di quasi il 2 per cento.

Sono aumentati anche i prezzi del metano usato per i camion, di 3 centesimi al litro, dei combustibili a uso industriale, nell’ordine del 10 per cento, e del gasolio per il riscaldamento, del 17 per cento. Questi rincari si riverseranno direttamente nei costi dei trasporti, delle merci, e delle bollette.

Questi sono prezzi e aumenti medi, che il ministero ha rilevato su tutta la rete di distributori in Italia: è probabile che ci siano zone con impianti che vendono a prezzi maggiori, per esempio in autostrada, e viceversa.

– Leggi anche: Perché il prezzo della benzina è già aumentato