Mojtaba Khamenei non potrà rimanere nascosto a lungo
La nuova Guida Suprema dell'Iran deve governare un paese da 92 milioni di abitanti nel pieno di una guerra, ma Israele ha già detto di volerlo uccidere
di Daniele Raineri

Al meglio delle informazioni disponibili, Israele e Stati Uniti considerano la Guida Suprema dell’Iran nominata ieri, Mojtaba Khamenei, una persona da uccidere con la massima priorità nel corso di questa guerra.
Mojtaba Khamenei è il figlio e successore della Guida Suprema Ali Khamenei, uccisa a Teheran con un bombardamento aereo mirato nei primi minuti della guerra, la mattina di sabato 28 febbraio. Mojtaba è considerato, almeno per ora, un continuatore della linea politica e militare del padre. La sua nomina è stata decisa dall’Assemblea degli Esperti, l’organo clericale incaricato di scegliere la Guida Suprema della Repubblica islamica.
Israele ha parlato apertamente della volontà di eliminarlo. Prima che arrivasse la notizia ufficiale della nomina della nuova Guida Suprema, l’esercito israeliano aveva pubblicato su X un messaggio in persiano in cui avvertiva che avrebbe dato la caccia non soltanto al successore di Khamenei ma anche a chiunque avesse partecipato alla sua scelta.
«Dopo aver neutralizzato il tiranno Khamenei, il regime terroristico dell’Iran sta cercando di ricostruirsi e di scegliere un nuovo leader», si legge nel post dell’esercito israeliano. «L’Assemblea degli Esperti dell’Iran, che non si riunisce da decenni, si riunirà presto nella città di Qom. Vogliamo dirvi che la mano dello stato di Israele continuerà a inseguire ogni successore e ogni persona che cerchi di nominare un successore».
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L’esercito israeliano ha anche avvertito: «Tutti coloro che intendono partecipare alla riunione per la scelta del successore sappiano che non esiteremo a prendere di mira anche loro». Nel frattempo ha bombardato e distrutto entrambe le sedi dell’Assemblea degli Esperti, a Qom e a Teheran.

Un poster con l’immagine dell’ex Guida Suprema iraniana Ali Khamenei (sinistra) e il figlio Mojtaba Khamenei, suo successore (destra) a Teheran il 9 marzo 2026 (AP Photo/Vahid Salemi)
Il presidente statunitense Donald Trump per ora ha ignorato la nomina di Mojtaba Khamenei. In un’intervista al sito Axios di giovedì 5 marzo però aveva commentato così l’ipotesi che diventasse lui la nuova Guida Suprema: gli iraniani «stanno perdendo tempo. Il figlio di Khamenei è un peso leggero». Trump aveva aggiunto: «Il figlio di Khamenei per me è inaccettabile. Vogliamo qualcuno che porti armonia e pace in Iran».
Trump aveva anche detto che vorrebbe essere coinvolto nel processo di nomina «come è successo con Delcy Rodríguez in Venezuela» (Rodríguez è diventata presidente del Venezuela con l’approvazione di Trump, dopo che gli Stati Uniti avevano catturato il dittatore Nicolás Maduro con un’operazione militare). Trump aveva anche spiegato che non accetterebbe una Guida Suprema intenzionata a proseguire le politiche di Ali Khamenei perché questo – ha detto – costringerebbe gli Stati Uniti a tornare in guerra «tra cinque anni».
Se queste sono le premesse, la nomina di Mojtaba Khamenei crea una situazione nuova sul campo, che è l’intero territorio iraniano, un paese grande cinque volte e mezza l’Italia e con 92 milioni di abitanti. In queste ore gli apparati militari e di intelligence di Israele e degli Stati Uniti stanno probabilmente cercando di individuare la posizione della nuova Guida Suprema per trasmetterla ai bombardieri. Lo stanno facendo con le capacità e gli strumenti che hanno già dimostrato di possedere in questi giorni di guerra, dalle intercettazioni di comunicazioni alle reti di agenti sul terreno.

Mojtaba Khamenei a Teheran nel 2019 (AP Photo/Vahid Salemi)
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Nelle guerre recenti di Stati Uniti e Israele spesso l’attenzione, le aspettative e una quantità enorme di risorse si sono concentrate su singoli leader nemici, considerati decisivi per il conflitto.
In Afghanistan dal 2001 al 2015 toccò al Mullah Omar, il leader dei talebani, che la leggenda vuole fosse fuggito da Kabul a bordo di una motocicletta poco prima dell’arrivo dei soldati statunitensi. In Iraq tra il 2003 e il 2006 l’obiettivo principale fu il terrorista giordano Abu Musab al Zarqawi, capo del gruppo che poi divenne lo Stato Islamico. Nella Striscia di Gaza, tra il 2023 e il 2024, l’uomo più cercato fu Yahya Sinwar, leader di Hamas.
Ora lo stesso potrebbe capitare a Mojtaba Khamenei in Iran. Ma ci sono differenze cruciali. La Guida Suprema non è il capo di un gruppo di guerriglieri. È il vertice politico e religioso di uno stato moderno, con un apparato burocratico, militare e religioso che continua a funzionare anche durante la guerra. La Guida Suprema è chiamata a dirigere un paese nel mezzo di una crisi senza precedenti. Un leader di questo tipo non può restare a lungo un latitante isolato dal mondo per non farsi scoprire: deve comunicare, dare ordini, incontrare comandanti e consiglieri, prendere decisioni e far funzionare il sistema di potere che governa l’Iran.



