Il più importante torneo mondiale di baseball
Non sono davvero "i Mondiali", ma ci sono i giocatori della Major League e sono l'ultimo torneo prima delle Olimpiadi di Los Angeles: cominciano oggi

Giovedì inizia – tra Porto Rico, Stati Uniti e Giappone – il World Baseball Classic, il giovane Mondiale maschile di baseball che negli ultimi anni è diventato parecchio popolare. Quando fu fondato vent’anni era considerato un torneo poco prestigioso (c’erano altri Mondiali, poi aboliti nel 2011) e vi partecipavano pochi giocatori importanti, perlopiù preoccupati di non infortunarsi in partite che contavano poco.
Ora invece c’è grande attesa per il torneo. Si aspettano soprattutto i campioni in carica del Giappone, dove gioca Shohei Ohtani (il più forte giocatore di sempre), e gli Stati Uniti, che parteciperanno con la loro nazionale migliore possibile; ci sarà pure l’Italia. Soprattutto sarà l’ultimo grande torneo internazionale di baseball prima delle Olimpiadi estive di Los Angeles del 2028 – alle quali per la prima volta potrebbero partecipare anche i giocatori di Major League, il campionato nordamericano e il più competitivo del mondo.

Lo statunitense Aaron Judge, uno dei giocatori più talentuosi al mondo, 3 marzo 2026 (AP Photo/Ross D. Franklin)
Il World Baseball Classic viene organizzato dalla Federazione mondiale del baseball e del softball, ma la sua riuscita dipende proprio dalla stessa Major League, che da una parte concede senza grosse restrizioni i suoi giocatori e offre sostegno all’organizzazione, mentre dall’altra usa il torneo per promuovere la nuova stagione (che inizia poco dopo) e il baseball in generale.
A differenza degli altri maggiori sport nordamericani, i Mondiali di baseball possono quindi contare sul sostegno diretto del loro campionato di riferimento, che non è scontato. È questa cosa che ha permesso al torneo di suscitare così tanto entusiasmo in poco tempo; anche tra gli stessi giocatori della Major League, ormai sempre più interessati a giocare per la propria nazionale.
Molti di loro, anzi, vogliono pure partecipare alle Olimpiadi, che dopo otto anni torneranno ad avere un torneo maschile di baseball (a Parigi 2024 non c’era). Ci sta pensando per la prima volta anche la Major League, le cui squadre non hanno mai voluto fermare il campionato per troppo tempo né rischiare che i loro giocatori migliori si infortunassero in un torneo da cui non guadagnano nulla, diversamente da quanto accade con i Mondiali.
Negli ultimi anni, però, la Major League sta cercando di farsi sempre più pubblicità nel resto del mondo e le Olimpiadi sono una grande occasione in questo senso. L’NBA (il campionato nordamericano di basket) le ha sfruttate parecchio negli ultimi trent’anni. La NHL (il campionato nordamericano di hockey su ghiaccio) l’ha fatto di recente con le Olimpiadi invernali di Milano Cortina, permettendo ai suoi giocatori di parteciparvi per la prima volta in 12 anni, e ne è uscito un torneo entusiasmante.
A essere entusiasmante è stata soprattutto la finale, vinta dagli Stati Uniti contro i rivali del Canada ai tempi supplementari
Con le Olimpiadi estive che tornano negli Stati Uniti dopo trent’anni, per la Major League può anche essere un’occasione per ritrovare pubblico ed entusiasmo nel proprio paese, dove il baseball è po’ in difficoltà. Secondo un recente sondaggio dell’Economist, negli Stati Uniti è persino meno popolare del calcio. In altre parole, quello sport che viene chiamato “il passatempo americano” sarebbe ora meno seguito di uno sport che poco più di trent’anni fa non aveva nemmeno un campionato stabile negli Stati Uniti.
Già vincere questi Mondiali, comunque, sarebbe una gran cosa per gli Stati Uniti. Pur essendo il paese dove il baseball è nato e prosperato, in questi vent’anni hanno vinto una sola volta il torneo, nel 2017. Sono tornati in finale solo un’altra volta, agli ultimi Mondiali del 2023, perdendo una storica partita contro il Giappone.
Alla nona e ultima ripresa (cioè inning), il Giappone era in vantaggio per 3 a 2; per vincere avrebbe dovuto eliminare tre battitori statunitensi senza farsi rimontare – una cosa molto difficile. A lanciare andò Ohtani, che vinse la partita eliminando per ultimo Mike Trout, allora il battitore più forte degli Stati Uniti, nonché suo compagno di squadra in Major League.
Quest’anno gli Stati Uniti partono da favoriti, e non solo perché giocano in casa. Dopo anni in cui hanno spesso fatto fatica a convincere i loro migliori giocatori a partecipare, sono riusciti a costruire una nazionale fortissima, motivati anche da quella sconfitta in finale contro il Giappone.
Inizieranno il torneo nel girone B, quello dell’Italia. Ai Mondiali ci sono infatti quattro gironi da cinque squadre, e passano ai quarti solo le prime due di ogni girone. Tutte le fasi finali si giocano negli Stati Uniti: a differenza di quanto accade nelle fasi finali della Major League, dove passa il turno chi vince un certo numero di partite, al World Baseball Classic ci sono solo partite secche. La finale sarà il 17 marzo e in Italia il torneo si potrà vedere su Sky e sulla sua piattaforma di streaming Now.



